Il parto in anonimato e la culla della vita
In Italia la legge ti garantisce di partorire in ospedale senza riconoscere il tuo bambino. Il tuo nome resterà segreto ma avrai accesso a quanto è necessario per la sicurezza tua e del bambino.
Cosa devi sapere
- È gratuito e sicuro. Puoi andare al pronto soccorso ostetrico-ginecologico di un ospedale, anche senza documenti.
- Decidi tu quando dirlo. Puoi comunicare la tua scelta durante la visita, oppure al momento del braccialetto identificativo per te e per il bambino.
- Nessuno cercherà di convincerti. Se sei sicura della tua decisione, il personale la rispetterà.
- Prima della separazione scegli tu. Puoi stare un po’ con il neonato oppure affidarlo subito a un medico. Avrai comunque ancora 10 giorni dopo la nascita, per pensarci.
- Il tuo nome resta segreto. Sull’atto di nascita si scrive “nato da donna che non consente di essere nominata”.
- Il bambino sarà tutelato. Riceve un nome e un cognome, e il Tribunale per i minorenni avvia subito la procedura di adozione.
I tuoi diritti
- Scegliere se riconoscere o no il bambino.
- Essere informata e ricevere assistenza psicologica e sanitaria prima, durante e dopo il parto. Ti spiegheranno sia le possibilità di sostegno per chi decide di tenere il bambino, sia quelle del parto in anonimato.
- Il segreto del parto, garantito da tutti i servizi sanitari e sociali coinvolti.
Cosa succede dopo
Il bambino ha diritto di crescere in una famiglia adottiva. Al compimento dei 25 anni potrà chiedere informazioni sulle proprie origini: solo se lo vorrai, potrai essere ricontattata.
Se hai dubbi
Rivolgiti al servizio sociale dell’ospedale: ti ascolterà senza giudizio
Padiglione Litta
via della Commenda, 1602 5503.4297
serviziosociale@policlinico.mi.it
serviziosociale@pec.policlinico.mi.it
Oppure puoi rivolgerti ad un consultorio vicino a dove abiti.
Culla per la vita
Lasciare il neonato nella culla della vita - un servizio presente al Policlinico di Milano - è possibile. Non è l'opzione preferibile e dovrebbe essere considerata come una estrema possibilità di accoglienza, una scelta residuale rispetto all'opportunità di partorire in anonimato in ospedale. In ospedale, infatti, puoi essere ascoltata e accompagnata da assistenti sociali e psicologi. In questi casi, le procedure non consentono al bambino di poter conoscere in futuro le proprie origini, né avere informazioni sulla salute genetica materna.
Aggiornato alle 09:27 del 15/10/2026