Depressione post partum

Cos’è la depressione post partum (dpp)?

La depressione post partum è un disturbo dell’umore, insieme ai disturbi d’ansia è il disturbo psichiatrico maggiormente riscontrato nel periodo perinatale (periodo che precede e segue immediatamente la nascita). 
Le donne soffrono di depressione con una frequenza doppia rispetto agli uomini e il periodo della gravidanza e il post partum sono momenti di vita connotati da una maggiore vulnerabilità per un esordio o per una ripresentazione di una condizione depressiva.
La depressione viene riconosciuta come perinatale quando si manifesta nel corso della gravidanza o nelle prime quattro settimane dopo il parto. Tuttavia numerosi studi concordano su una condizione clinica che si può presentare dalla gravidanza fino ai 12 mesi dopo il parto.
Va distinta da una reazione piuttosto comune, denominata “baby blues” caratterizzata da una sensazione di malinconia, tristezza, irritabilità e inquietudine, che raggiunge il picco 3-4 giorni dopo il parto e tende a svanire nel giro di pochi giorni, generalmente entro i primi 10-15 giorni dal parto e che è dovuta principalmente al crollo degli estrogeni e del progesterone e alla spossatezza fisica e mentale dovuta al travaglio e al parto. La dpp presenta invece sintomi più intensi e duraturi e può avere gravi conseguenze per la donna stessa, per i suoi figli e per l’intera famiglia.

Dalla depressione post partum si può guarire e in Policlinico esiste un percorso per tutte le donne che si trovano in questa situazione.

 

Qual è l’incidenza?

L’incidenza varia dal 6% al 12% con una prevalenza nei primi tre mesi dopo il parto ma si registrano casi anche nel secondo semestre dopo il parto, pertanto tutto il primo anno del bambino è da considerare a rischio.

 

Chi è soggetto alla depressione post partum?

Sono più soggette alla dpp le donne che hanno sofferto di ansia o depressione in gravidanza, donne che hanno una storia pregressa di disturbi psichiatrici, donne che hanno vissuto di recente eventi stressanti (lutti, violenza domestica, percezione di supporto sociale e famigliare inadeguato, problemi lavorativi e economici), donne con una precedente storia di depressione perinatale e donne con malattie psichiatriche tra i componenti del contesto parentale.

 

Quali sono i sintomi?

I sintomi sono gli stessi di un disturbo depressivo.

La neo mamma può presentare un umore depresso per almeno due settimane, mancanza di piacere e interesse nelle abituali attività e almeno cinque di questi sintomi:

  • disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia) e/o dell’appetito,
  • iperattività motoria o letargia,
  • fatica o mancanza di energia,
  • sensi di colpa,
  • bassa autostima,
  • sentimenti di impotenza e disvalore,
  • ridotta capacità di pensare o concentrarsi,
  • pensieri ricorrenti di morte.

 

La depressione post partum può assumere diverse configurazioni a seconda dell’esperienza specifica di ognuna. Alcune donne possono manifestare ansia, sensi di colpa e pensieri di farsi del male, altre invece pensieri ossessivi, rabbia e senso di solitudine. Alcune donne possono sentirsi incapaci nel controllare i propri pensieri ossessivi come il sentirsi un fallimento, la paura di farsi del male, il riportare preoccupazioni eccessive sul bambino.

La depressione post partum può far sentire la neo mamma sopraffatta dalle responsabilità delle cure del bambino e dalle sue richieste.
Le donne si sentono deboli e vulnerabili e si trovano spiazzate quando in quello che viene normalmente connotato come un momento gioioso si trovano a provare sensazioni negative anche nei confronti del proprio figlio e di fronte a queste emozioni si sentono mamme inadeguate o anormali.

 

Come fare per affrontarla?

Fare un’autodiagnosi non è semplice: a volte il disagio è forte e evidente, mentre altre volte i sintomi sono più subdoli, magari al confine con una forte stanchezza che è abbastanza normale nei primi mesi.
E’ importante fare attenzione a ciò che si sente, non minimizzare, sottovalutare o nascondere i propri sentimenti.
Il consiglio è di rivolgersi al medico anche solo in caso di dubbio perché quando si ha la certezza di stare male significa che il malessere è molto più strutturato e ha già intaccato la qualità della vita. Prima si interviene prima si sta meglio.
Occorre richiedere un aiuto professionale, in particolare presso i servizi specialistici che si occupano di psicopatologia perinatale sul territorio. E’ necessaria infatti una corretta e approfondita valutazione medica e  l’impostazione di un trattamento individualizzato che può comprendere una terapia farmacologica e/o un percorso psicologico di supporto. Ci sono farmaci compatibili con la gravidanza e l’allattamento che non sono tossici per il bambino e che possono essere assunti per tutto il periodo necessario per uscire dalla depressione.
Le conseguenze di una depressione non trattata sono potenzialmente più dannose dei possibili effetti avversi di un’eventuale assunzione di farmaci.
Le donne che soffrono di depressione post partum non sono cattive mamme, sono mamme in difficoltà che hanno bisogno di essere sostenute. Perciò chiedere aiuto per sé vuol dire occuparsi anche del proprio bambino.

 

Cosa facciamo in Policlinico?

In Policlinico è attiva una stretta collaborazione tra il Servizio Psichiatrico-Psicologico Perinatale e ginecologi, ostetriche e neonatologi per aiutare la neo mamma nel modo più attento possibile alla sua salute mentale.
Il Servizio Psichiatrico e Psicologico Perinatale opera con percorsi di consulenza e presa in carico sia nei reparti di degenza dell’area materno infantile, sia presso gli ambulatori.
Il Policlinico sta inoltre elaborando, in collaborazione con Regione Lombardia, uno screening in gravidanza e nel post partum per l’individuazione precoce delle donne a rischio o di quelle già sofferenti.

 

 

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02 5503.5958


Aggiornato alle 13:54 del 10/10/2018