Sifilide, gonorrea, clamidia: malattie 'dimenticate', ma che colpiscono migliaia di persone ogni anno. Ecco cosa sono e come si curano



Sifilide

sifilide

 

Chissà cosa deve aver provato Cristoforo Colombo, tornando a casa dopo aver scoperto l'America. Perché in un mondo già devastato da pandemie di peste e colera, che periodicamente decimavano la popolazione, col suo ritorno era comparsa una nuova malattia che si diffondeva a macchia d'olio, resisteva a ogni quarantena, ed era inutile ogni disinfezione o cordone sanitario. La chiamavano 'il male francese' e non c'era proprio modo di arginarla, perché si propagava con gli atti che danno luogo alla vita stessa: è la sifilide, una delle principali malattie a trasmissione sessuale. Proprio a causa del suo strettissimo legame col sesso, la sifilide negli ultimi 6 secoli ha stravolto tutto: la salute, il costume, la politica, la morale, la religione e persino il diritto.

Oggi la sifilide sembra una malattia del passato, e invece colpisce ancora 1.200 italiani ogni anno. Insieme a gonorrea e clamidia è una delle patologie più diffuse a trasmissione sessuale, contro le quali è necessario combinare due fattori imprescindibili: una cura tempestiva, e la giusta prevenzione. Ne abbiamo parlato con Marco Cusini, responsabile dell'Unità Malattie a Trasmissione Sessuale (MTS) del Policlinico di Milano.

 

Cos'è esattamente la sifilide?

E' un'infezione causata dal batterio Treponema pallidum. Si trasmette esclusivamente per contatto diretto, prevalentemente attraverso rapporti sessuali o contatti oro-genitali che rivestono un ruolo molto importante nella trasmissione della malattia. Le persone che rischiano di contrarla sono soprattutto coloro che hanno rapporti sessuali non protetti: i casi in Italia stanno registrando un aumento considerevole, a partire dai primi anni Duemila, anche se questo numero è sicuramente sottostimato a causa delle mancate segnalazioni. I più colpiti dalla sifilide oggi sono soprattutto i maschi che fanno sesso con altri maschi, che rappresentano circa il 70% dell’intera casistica.

 

Possono però contrarla anche le donne. Che problemi può dare durante una gravidanza?

Questa infezione può essere trasmessa dalla madre al bambino durante la gravidanza e causa seri problemi al feto, compresa la morte intrauterina, se non viene diagnosticata e trattata per tempo. Proprio per questo in Italia lo screening della sifilide in gravidanza è obbligatorio.

 

Si può fare prevenzione contro questa malattia?

L'unica prevenzione efficace contro la sifilide è la prevenzione primaria, che consiste prevalentemente nel fare sesso protetto. Non esistono al momento vaccini, anche se sono allo studio alcuni possibili candidati; ma la strada da fare è ancora lunga.

 

Come ci si accorge di avere la sifilide?

La sifilide è una malattia complessa, che ha diversi stadi e che può estendersi per molti anni, con manifestazioni molto diverse tra loro.
Un segno che può far sospettare una sifilide iniziale è la presenza di un piccolo nodulo indolore chiamato sifiloma, che compare a livello genitale o del cavo orale. Il sifiloma guarisce spontaneamente senza lasciare traccia nel giro mediamente di 30-40 giorni.
La malattia però non si ferma qui. La sifilide secondaria compare dopo circa 60-90 giorni dal contagio e può avere manifestazioni cliniche che durano per i successivi 2-3 anni. La causa è la diffusione del batterio a tutto l'organismo, e i principali segni sono i sifilodermi, ovvero delle piccole papule sulla pelle che non fanno male e non prudono: una localizzazione abbastanza tipica è sui palmi delle mani.
Infine, la sifilide terziaria compare dai 2-3 anni fino a molti anni dopo il contagio. In questo stadio i bersagli principali del batterio sono, oltre alla cute, anche gli organi interni ed in particolare il Sistema Nervoso Centrale e l’apparato cardio-vascolare.

 

Come si fa diagnosi di sifilide?

Il sospetto diagnostico va sempre confermato con esami diretti (una sorta di tampone della lesione) oppure con specifici esami del sangue, che di solito diventano positivi non prima di quattro settimane dall’infezione. Il tempo per ottenere una risposta da questi test è di solito di 48 ore; esistono test rapidi ma la loro qualità è inferiore rispetto alle metodiche tradizionali, e si possono avere sia falsi negativi che falsi positivi.

 

La sifilide si può curare?


Questa infezione risponde al 100% alla terapia con penicillina e non sono state segnalate resistenze ai farmaci. In caso di allergia alla penicillina esistono antibiotici alternativi, anche se sono meno efficaci nel contrastare la malattia.


Gonorrea

Tra le malattie a trasmissione sessuale più diffuse c'è anche la gonorrea. In cosa consiste?

La gonorrea è un'infezione causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae. Si trasmette per contatto diretto tramite rapporti sessuali, compresi il sesso anale ed il sesso orale. Nell'uomo provoca principalmente una uretrite (una infiammazione dell'uretra), nella donna una cervicite (l'infiammazione della cervice uterina); in entrambi i sessi, con minore frequenza, può provocare manifestazioni nella regione ano-rettale e nel faringe.
L’infezione è caratterizzata da una secrezione giallo-verdastra purulenta che si manifesta soprattutto a livello dell’uretra maschile, o come aumento di secrezioni giallo-verdastre nella donna; nelle altre sedi la sintomatologia è di solito più sfumata e meno evidente. Se non trattata l’infezione può risalire le sedi di contagio, arrivando a coinvolgere la prostata per il maschio e gli organi legati all'utero nella donna.

 

Quante persone si ammalano di gonorrea? Che pericoli ci sono in gravidanza?

In Italia sono segnalati circa 700 casi all’anno di gonorrea, con prevalenza negli uomini che fanno sesso con altri uomini rispetto ai maschi eterosessuali e alle donne. La gonorrea può essere trasmessa dalla madre al nascituro soprattutto al momento del parto, con il possibile interessamento agli occhi e al faringe del bambino.

 

Come si può curare la gonorrea?

Il tempo di incubazione di questa malattia è breve: solitamente si manifesta dopo 2-5 giorni dal contagio. Il sospetto diagnostico va sempre confermato con l’identificazione del batterio, che oggi viene effettuata con test di biologia molecolare. Esistono test rapidi in grado di dare una risposta nel giro di due ore.
La terapia della gonorrea è basata su una combinazione di antibiotici, che viene effettuata in un’unica giornata. Purtroppo il batterio Neisseria gonorrhoeae è un germe che sviluppa resistenza a tutti i farmaci ed è necessario un continuo monitoraggio dell’efficacia degli antibiotici in uso.
Non esistono al momento vaccini efficaci: la prevenzione possibile è solo attraverso il sesso protetto.

 


Clamidia

E' molto diffusa anche la clamidia. In cosa questa malattia è differente?

L’infezione genitale da Chlamydia trachomatis è causata da un piccolo batterio che può vivere solo all’interno delle cellule che infetta. Esistono diversi tipi di clamidia, definiti per lettera. I tipi L sono quelli responsabili di una manifestazione più rara ma più grave: il Linfogranuloma Venereo.
   La clamidia si manifesta abitualmente nel maschio con una uretrite (bruciore alla minzione e secrezione uretrale chiara e meno abbondante rispetto alla gonorrea), mentre nelle femmine provoca una cervicite (che consiste nell'aumento delle secrezioni vaginali).
In Italia i casi sono tra gli 880 e i 1000 all'anno, ma anche qui il dato è sottostimato: anche perché più del 50% dei casi è asintomatico. Il rischio principale della clamidia è la malattia infiammatoria pelvica, che può colpire le donne non adeguatamente trattate.
L'infezione può essere trasmessa dalla madre al feto durante il parto: il rischio è che il bimbo sviluppi congiuntivite e polmonite. Al momento non esiste un vaccino contro questa infezione.

 

Come si diagnostica la clamidia, e come si cura?

La diagnosi deve essere confermata da test di laboratorio di biologia molecolare su urine (solo per il maschio) o con un tampone uretrale, cervicale, anale o faringeo tramite metodiche di biologia molecolare. I test sul sangue non hanno purtroppo utilità pratica. Esistono test rapidi specifici ed efficaci, in grado di dare una diagnosi nell’arco di due ore.
Spesso si usano metodiche che sono in grado di individuare nello stesso campione sia la gonorrea sia la clamidia, in modo da avere un quadro ancora più completo.
Infine, nella terapia si utilizzano gli antibiotici, che hanno un'efficacia intorno al 90%. Quello di utilizzo abituale è l’azitromicina, seguito dalla doxiciclina come farmaco di seconda linea.


Prevenzione

Cosa bisogna fare se si sospetta di avere una malattia sessualmente trasmissibile?
 

L'arma migliore è come sempre la prevenzione: per queste malattie i principali fattori di rischio sono il numero di partner e il non utilizzo del preservativo. E' quindi necessario adeguare i propri comportamenti per evitare di esporsi al contagio.
Parliamo di malattie che sono molto diffuse anche tra i giovani: per fortuna esistono test diagnostici anche rapidi, ma per i minori è importante sapere che è necessario avere il consenso di entrambi i genitori per poter eseguire questi test.
In caso si sospetti di avere una di queste malattie, la cosa migliore da fare è rivolgersi a un centro specializzato. Al Policlinico di Milano il Centro Malattie Sessualmente Trasmesse (MST) è attivo dal 1956 ed è il principale centro di riferimento, potendo vantare un'alta specializzazione su tutte le principali patologie a diffusione sessuale.
L'accesso è libero (non è quindi necessaria l’impegnativa del medico di famiglia, né la prenotazione) ed è aperto dal Lunedì al Venerdì. Le visite e le prestazioni diagnostiche per le principali malattie sono sempre gratuite. L’afflusso di pazienti è consistente, e nei casi meno urgenti può essere utile rimandare gli approfondimenti di alcuni giorni: un'attesa che non compromette le possibilità di guarigione, ma che consente di fornire a tutti un servizio migliore.



Aggiornato alle 12:02 del 13/09/2021