Le malattie del fegato spesso non danno sintomi per molto tempo e vengono scoperte solo quando sono già in fase avanzata. In questi casi possono causare cirrosi, insufficienza d’organo o tumore epatico (HCC), malattie che possono richiedere un trapianto.
Scoprirle presto è fondamentale: oggi esistono cure efficaci e ben tollerate che possono rimuovere la causa del danno epatico e bloccare la malattia.
La campagna BASTA UNA GOCCIA per proteggere il tuo fegato “I Love My Liver” del Policlinico di Milano serve a identificare precocemente i portatori di una malattia del fegato asintomatica o una sua predisposizione in particolare:
-
persone con epatiti virali croniche (B, C, D)
-
soggetti AMA positivi, che possono essere predisposti allo sviluppo di colangite biliare primitiva (PBC).
A chi è rivolto
Tutti i pazienti adulti ricoverati di alcuni reparti vengono testati su un campione di sangue già disponibile, quindi senza nuovi prelievi.
I test includono:
-
Anti-HCV: epatite C → se positivo, test HCV-RNA per confermare l’infezione.
-
HBsAg: epatite B → se positivo, test anti-HDV.
-
Anti-HDV: (solo se HBsAg positivo) → se positivo, test HDV-RNA.
-
AMA-M2: possibile PBC → se positivo, controllo ALP per capire se c’è malattia o solo predisposizione.
Se uno dei test risulta positivo, gli epatologi del Policlinico contatteranno il paziente per ulteriori accertamenti o per avviare la cura, anche dopo la dimissione.
EPATITE C
L’epatite C si trasmette attraverso il sangue (ad esempio durante un intervento chirurgico o trasfusioni prima del 1991, tatuaggi o piercing eseguiti in setting non sicuri, o uso di droghe per via endovenosa).
Non esiste un vaccino, ma oggi si guarisce con farmaci orali per 8-12 settimane, efficaci in oltre il 98% dei casi e senza effetti collaterali importanti.
Curare l’infezione blocca il danno epatico e riduce il rischio di cirrosi e tumore del fegato.
La diagnosi si fa con un semplice esame del sangue:
-
Anti-HCV positivo → contatto con il virus.
-
HCV-RNA positivo → infezione attiva, da curare in un centro specialistico.
EPATITE B e DELTA
L’epatite B (HBV) si trasmette tramite sangue e rapporti sessuali non protetti.
Chi ha HBV può anche essere infettato dal virus delta (HDV), che rende la malattia più grave.
Grazie alla vaccinazione anti-HBV, obbligatoria in Italia dal 1980, i contagi si sono molto ridotti.
Le terapie antivirali (ETV, TDF, TAF) sono orali, sicure e molto efficaci, ma vanno assunte a lungo termine.
Per l’epatite delta esiste un farmaco specifico, Bulevirtide, da somministrare sottocute ogni giorno.
Diagnosi:
-
HBsAg positivo → infezione HBV
-
HBV-DNA → misura la quantità di virus
-
Anti-HDV / HDV-RNA → verifica la coinfezione.
Chi risulta positivo deve essere seguito in un centro specialistico e consigliare ai propri contatti di vaccinarsi per prevenire il contagio.
COLANGITE BILIARE PRIMITIVA (PBC)
La PBC è una malattia rara e autoimmune che colpisce i piccoli dotti biliari del fegato, più frequente nelle donne.
Spesso non dà sintomi, ma può causare stanchezza e prurito e si associa a osteoporosi e altre malattie autoimmuni.
Si diagnostica con la presenza di anticorpi AMA-M2 e l’aumento degli enzimi ALP e gGT.
-
AMA-M2 positivo + ALP normale → predisposizione.
-
AMA-M2 positivo + ALP alta → malattia attiva.
Le terapie, orali e ben tollerate, rallentano o bloccano la malattia:
-
UDCA (prima linea)
-
Elafibranor e Seladelpar (nuove terapie approvate o in fase di approvazione).
Chi è AMA positivo deve eseguire controlli regolari per individuare tempestivamente un’eventuale evoluzione della malattia.
SCREENING EPATITE C
L’epatite C è un’infezione causata dal virus dell’Epatite C (HCV) che colpisce il fegato, spesso silente, che può portare a cirrosi e tumore epatico. Una diagnosi precoce è fondamentale e per questo Regione Lombardia ha messo in piedi per i suoi cittadini questa importante campagna di screening, iniziativa che rientra in una strategia ben più grande, elaborata a livello nazionale per raggiungere l'obiettivo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, di eliminare l'epatite C entro il 2030. In Lombardia si stimano circa 150.000 persone con infezione cronica da HCV.
Aggiornato alle 16:42 del 28/11/2025