Il Policlinico è anche...

Arte e Beni Culturali

La storia del Policlinico affianca ai grandi luminari della medicina anche la vocazione di artisti che dal 1456 hanno arricchito la storia dell’ospedale con donazioni di opere dal valore inestimabile. L’archivio storico custodisce lettere firmate da Napoleone e Leopardi, la collezione di opere d’arte comprende eccezionali dipinti di Segantini, Hayez e Carrà, inseriti in un complesso che include anche una delle Biblioteche Storiche di Medicina tra le più grandi d’Europa. Grazie alla passione e all’amore per l’arte e la cultura, il Policlinico organizza mostre, eventi e convegni per valorizzare e far conoscere al pubblico i grandi tesori custoditi, evidenza dell’amore dei benefattori verso il nostro Ospedale.

 

L'Archivio Storico

L’Archivio Storico, edificato nel 1637 nell’ambito dell’ampliamento dell’antico complesso ospedaliero a cura del Richini, custodisce migliaia di documenti storici relativi all’amministrazione ospedaliera,  tra cui spiccano gli atti di fondazione dell’ospedale, centinaia di pergamene e alcune lettere firmate da personaggi illustri fra i quali Napoleone e Leopardi.

Le splendide sale che ospitano l’Archivio Storico erano destinate ad accogliere le riunioni del "Capitolo" ovvero il consiglio d’amministrazione ospedaliera che si riunì in questi luoghi fino al 1796. Il salone maggiore, o "Capitolo d’estate", era fra i più vasti ambienti ad uso profano presenti a Milano nel XVII secolo. La sala è caratterizzata da una copertura a volta divisa in lunette, dipinta da Paolo Antonio de’ Maestri detto "il Volpino" nel 1638. Nel 1808, a seguito dell’unione di numerose opere pie milanesi e del conseguente afflusso di abbondantissima documentazione, fu reso necessario l’allestimento di una scaffalatura lignea a due ordini di ballatoi, ancora oggi esistente, il cui sviluppo è pari a 985 metri lineari.

La sala minore detta "Capitolo d'inverno" o "Capitoletto" è ortogonale alla prima ed è più raccolta. Essa è impreziosita da un arredo fisso in noce, sobrio ed elegante, realizzato tra il 1767 e il 1770 per contenere i documenti. La rivestitura lignea rendeva inoltre fruibile l’ambiente nei mesi più freddi offrendo uno spazio più confortevole per le riunioni dei deputati.

 

Archivio Storico

 

La Cripta

La Cripta si trova al di sotto della Chiesa della B.V. Annunciata, adiacente all’Archivio, anch’essa di epoca secentesca, un tempo riccamente affrescata dal pittore Volpino ma delle cui decorazioni purtroppo si conserva solo qualche traccia. A un piano ancora inferiore rispetto alla cripta si trova il sepolcreto, utilizzato per tumulare i resti dei degenti deceduti nell'Ospedale fino alla fine del Seicento (si stima che custodisca i resti di circa 150mila pazienti ospedalieri deposti tra il 1637 e il 1695). Le camere sepolcrali furono poi ripristinate durante le Cinque Giornate di Milano per seppellire i morti in battaglia, poichè, a causa dello stato d'assedio, non era possibile raggiungere i cimiteri suburbani. Divenne così un luogo di celebrazione dei patrioti milanesi e nel 1860 fu in gran parte riadattato e trasformato in mausoleo cittadino (sulle pareti sono ancora visibili i nomi dei morti e le iscrizioni commemorative). Nel 1895 i resti dei caduti furono trasferiti nel nuovo Monumento alle Cinque Giornate progettato da Giuseppe Grandi.

 

Cripta

 

La Biblioteca Storica di Medicina

La biblioteca storica di medicina rappresenta un unicum a livello nazionale per ampiezza e specializzazione dei volumi, che vanno dall’anno 1476 alla metà del Novecento. L’insieme dei volumi raggiunge quasi le 100mila unità: tra questi si conservano circa 37.800 volumi di monografie, 1.560 testate di periodici, 3.113 volumi di miscellanee (contenenti c.a 77.000 opuscoli ed estratti), raggiungendo i 3 km lineari di scaffali.
Tra i volumi più preziosi si possono menzionare l’editio princeps del “Rosa anglica” di Giovanni da Gaddesden stampata a Milano nel 1492 e il “De virtutibus herbarum” pubblicato nel 1482. L’edizione milanese del 1627 del “De lactibus siue Lacteis venis” di Gaspare Aselli, scopritore dei capillari linfatici, è la prima edizione al mondo di medicina con illustrazioni a colori. Importanti sono le tavole anatomiche di Vesalio o Valverde, ma sono rarità anche alcuni periodici editi tra Otto e Novecento, da Pietroburgo a Tokyo. 
La biblioteca nasce ufficialmente nel 1846, raccogliendo i volumi già presenti in ospedale dal principio del XVI secolo e grazie al testamento del dottor Carlo Dell’Acqua, che donò i propri volumi e un capitale per incrementare la collezione. I fondi si sono poi ampliati grazie a numerose donazioni, ad oculati acquisti e a numerosi scambi di periodici con la rivista “L’Ospedale Maggiore”. La Biblioteca non è aperta al pubblico ma i volumi sono consultabili per motivi di studio dietro richiesta al Servizio Beni Culturali.

 

Patrimonio immobiliare

Nel 2014 il Policlinico ha costituito, insieme a Cassa Depositi e Prestiti e a Fondazione Cariplo, un fondo immobiliare del valore di oltre 300 milioni di Euro, chiamato “Fondo Immobiliare Ca’ Granda”, apportando il proprio patrimonio immobiliare, e oggi detiene il 62% delle quote.
Il Fondo immobiliare di Social Housing sarà utilizzato per finanziare la costruzione del Nuovo Ospedale attraverso la valorizzazione etica del proprio patrimonio immobiliare. Il Policlinico diventa così di fatto il primo esempio di ospedale pubblico in Italia a riqualificare interamente la propria struttura utilizzando fondi propri: dei circa 200 milioni di euro necessari a coprire le spese per la realizzazione del nuovo Ospedale, 105 milioni sono già stati ottenuti vendendo quote del Fondo a Cassa Depositi e Prestiti; gli altri 95 milioni saranno ricavati nei prossimi anni con la valorizzazione e la vendita di una parte degli immobili, a opera della Società di Gestione del Risparmio che gestisce il Fondo stesso.

Visita il sito del Fondo Ca' Granda

 

Patrimonio rurale

Il Policlinico è il più grande proprietario terriero della Lombardia in quanto possiede oltre 85 milioni di metri quadri di terreno. Su questi terreni sono presenti quasi 100 cascine costituite da oltre 2000 unità immobiliari dal valore complessivo i circa 600 milioni di euro. Il Policlinico può inoltre vantare uno degli edifici storici più apprezzati della Lombardia: l’Abbazia di Mirasole.

Per gestire queste proprietà l’ospedale ha creato la Fondazione Sviluppo Ca’Granda, ente senza scopo di lucro che ha il compito di valorizzare il patrimonio rurale. In questo modo il Policlinico può utilizzare i ricavi per finanziare la propria ricerca scientifica e sanitaria. Tra i progetti attivi c’è quello che punta alla creazione di una filiera corta di diversi prodotti alimentari, come riso e latte, in modo da portare cibi certificati a “marchio Policlinico” non solo sulle tavole dei cittadini, ma anche e soprattutto al letto dei pazienti.

Visita il sito di Fondazione Sviluppo Ca’Granda

Vuoi prenotare una visita per scoprire il patrimonio del Policlinico?

Le opere d'arte del Policlinico sono anche su Google Arts & Culture

art

Beni Culturali

 

Palazzo Uffici
Via Francesco Sforza 28
02 5503.8278 - 6626

Staff

 

Responsabile: Paolo Galimberti
Maria Luisa Brambilla
Simona Grechi
Enzo Palacino
Angelo Sabaini


Aggiornato alle 11:50 del 05/10/2018