Un nuovo laser che cancella le cicatrici in ambito dermatologico e ostetrico-ginecologico: l'innovazione prende casa in Policlinico di Milano grazie a una donazione
Ci sono esperienze che non vorremo lasciassero il segno, come alcune malattie della pelle le cui cicatrici sono ben altro che un ricordo tatuato addosso.
Il Policlinico di Milano si è dotato di una strumentazione a laser CO2 innovativa che in ambito dermatologico che ha la funzione effettuare una chirurgia di “precisione” rapida ed efficace.
L'apparecchiatura agevola il lavoro del professionista in ambito dermatologico: il laser Co2 permette di incidere o vaporizzare il tessuto, coagulare i vasi sanguigni e consentire una guarigione rapida delle strutture annessiali e dell’epidermide adiacente alla zona trattata. Può essere utilizzato con una precisione estrema sia in termini di profondità che di superficie cutanea sottoposta al trattamento, emostasi, riduzione dell’edema e del dolore post-operatorio. La guarigione avviene in tempi più brevi, con un migliore risultato estetico e con la possibilità di intervenire anche in pazienti portatori di pacemaker.
Nello specifico, lo specialista interviene su lesioni causate da diverse patologie, sia infiammatorie, sia di ambito oncologico; il laser consente infatti di ridurre le infezioni, agevola la coagulazione delle lesioni e applica punti di sutura. Alcuni contesti d'applicazione sono il trattamento della idrosadenite suppurativa, una patologia infiammatoria le cui manifestazioni cutanee sono noduli dolorosi, ascessi o fistole, soprattutto su ascelle, inguine, regione ano-genitale e mammaria.
Il dispositivo utilizzato in modalità "frazionale" è efficace per il trattamento delle cicatrici dell'acne e in pazienti affetti da rinofima, complicanza di una patologia comune come la rosacea.
Anche in ambito ostetrico-ginecologico il nuovo dispositivo laser CO2 è essere utilizzato per il ringiovanimento vulvare, il trattamento della secchezza vulvo vaginale e delle cicatrici perineali. Il nuovo Laser è stato donato grazie al contributo di un privato cittadino in collaborazione con la Fondazione Visitatrici per la Maternità Ada Bolchini dell’Acqua ETS e il Policlinico di Milano è tra i primi istituti pubblici in Italia ad avere una dotazione in grado di eseguire queste performance.