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27/04 2022
Salute e Ricerca

#RICERCA. Lichen scleroso-vulvare: un nuovo strumento per valutare la malattia

— di Ilaria Coro

Stabilire la gravità di una malattia in modo semplice e univoco è il primo passo per decidere quale percorso terapeutico intraprendere. Da questa premessa, i ginecologi della Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano hanno sviluppato una classificazione sul lichen scleroso-vulvare (LSV) per valutare la malattia e per adeguare meglio le cure.

Ci sono malattie per cui non è facile arrivare a una diagnosi. È il caso del lichen scleroso-vulvare, malattia infiammatoria cronica che colpisce l'area ano-vulvare femminile. Ad oggi le sue cause sono poco conosciute, si sospetta che ci sia un coinvolgimento del sistema immunitario che “attacca” la cute della vulva.

Il sintomo più comune è il prurito vulvare, che può essere accompagnato da dolore o da una sensazione di bruciore locale. Inizialmente i sintomi sono sfumati e quindi sottovalutati dalle pazienti. Questo causa un ritardo nella diagnosi anche perché la patologia rischia di sfuggire ad un occhio non esperto. Un ritardo che può arrivare fino a 15 anni dall'esordio dei sintomi. Se non adeguatamente trattata, il LSV può portare a cicatrici significative e permanenti e, con il tempo, causare alterazioni anatomiche e un aumento del rischio di cancro vulvare. La diagnosi precoce e il follow-up sono fondamentali per adattare e personalizzare la terapia in relazione ai sintomi e ai cambiamenti anatomici. Una classificazione della malattia aiuterebbe i medici a valutare meglio la malattia per decidere quale cura attuare.

Il lavoro, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Lower Genital Tract Disease dagli specialisti della Ginecologia del Policlinico di Milano, dell’Ospedale Buzzi e dell’Ospedale Universitario di Oxford ha permesso di sviluppare una scala che descrive le diverse caratteristiche morfologiche del LSV. La classificazione si riferisce alle alterazioni anatomiche vulvari, che rappresentano una parte fondamentale dell'esame obiettivo delle pazienti con LSV. Questo strumento consente una descrizione omogenea e riproducibile della regione vulvare, oltre a facilitare la valutazione della risposta alla terapia.

La nostra classificazione ha mostrato un'elevata affidabilità ed è di facile utilizzo. Può essere utilizzata nella pratica clinica per descrivere l’anatomia della vulva e valutare l’eventuale progressione della malattia. Uno strumento fondamentale anche per decidere la possibilità di trattamento rigenerativo compreso l'intervento chirurgico” spiegano i ricercatori della Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano.

Vai allo studio https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34542084/

Veronica Boero, ginecologa della Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano e tra gli autori della pubblicazione The "CIV Classification", a New Proposal for the Architectural Grading of Vulvar Lichen Sclerosus, ha presentato i risultati della ricerca durante il Congresso dell'Organizzazione Europea per la Ricerca sulle Infezioni e Neoplasie Genitali (EROGIN)