Da Kiev al Policlinico di Milano per imparare a curare le ferite complesse (causate dalla guerra)
— di Redazione
La chirurga ucraina Yuliia Nahaliuk ha visitato la Radiologia dell’Ospedale per approfondire le tecniche interventistiche a seguito di traumi vascolari. Il networking internazionale come risposta di pace.
Difficile stabilire chi sia tornato in corsia più arricchito da questa esperienza.
Perché è vero che l’alta formazione verso specialisti da tutto il mondo e verso colleghi in formazione è di casa in Policlinico di Milano, ma è altrettanto certo che alcuni incontri avvengono per cambiarci.
E’ successo nei giorni scorsi con l’arrivo di Yuliia Nahaliuk, ricercatrice e medico al Dipartimento di Chirurgia Vascolare, Centro Medico-Clinico Militare di Kiev. Il suo percorso formativo l’ha portata a concentrarsi sui traumi vascolari in zona di combattimento, sulle lesioni legate agli scontri armati e sulla gestione delle ferite complesse. La sua ricerca si intreccia a filo doppio al suo quotidiano perché nel Paese in cui vive, lavora e studia è in corso dal 2022 uno dei più dolorosi conflitti di questo millennio, contesto che ha portato Yuliia a dedicare tutta se stessa ad approfondire gli esiti clinici del trattamento dei danni vascolari traumatici riportati in contesti di guerra.
La dottoressa Nahaliuk è una professionista determinata, con grande voglia di imparare e non nuova a training internazionali. Ma questo viaggio rivela qualcosa di più personale sul suo carattere ed è la sua appassionata motivazione che l’ha spinta a salire su un pullman e fare 20 ore di strada per raggiungere il confine con la Polonia e accedere così a un aeroporto che potesse portarla in Italia. Una trasferta “scomoda”, ma evidentemente importante sia per lei che per l’Ospedale pronto ad accoglierla. Qui, infatti, il team della Radiologia diretto dal prof. Gianpaolo Carrafiello ha concentrato in pochi giorni quante più nozioni possibili da trasferire.
Il training si è focalizzato sulle tecniche di embolizzazione e i trattamenti endovascolari dei traumi in urgenza e va da sé pensare al fatto che un’emergenza in corso sia l’evitabile conseguenza di una guerra di cui non si vede un orizzonte di pace imminente.
Qualcos’altro di Yuliia si evince nelle parole di ringraziamento al prof. Carrafiello all’indomani di questa speciale full immersion clinica e interventistica: fare tesoro delle esperienze che ti conducono verso la tua strada.
“Questa esperienza è per me preziosa e unica – scrive la dottoressa e ricercatrice Yuliia Nahaliuk -, dato che ho in programma di iniziare la specializzazione in Cardiologia Interventistica il prossimo autunno. Osservare l'elevata organizzazione dei flussi di lavoro clinici e la precisione dell'approccio multidisciplinare ha ampliato notevolmente la mia prospettiva professionale”. Una dedica che i colleghi della Radiologia del Policlinico di Milano custodiscono come prezioso ricordo di un significativo incontro.