Sentirsi ancora Umani. Giornata dei donatori di organi e tessuti al Policlinico di Milano
L’incontro per ringraziare e ricordare, un albero fiorito come omaggio e le testimonianze emozionanti dei trapiantati che in Ospedale si sono sentiti parte di una “grande famiglia”.
Dire di “sì alla donazione” significa scegliere la vita. Nella giornata dedicata ai donatori di organi e tessuti il Policlinico di Milano, come ogni anno, ha voluto invitare le famiglie dei donatori a vivere insieme un momento di ricordo per ringraziare tutti coloro che hanno scelto la donazione come ultimo gesto di generosità e umanità, permettendo a tanti pazienti in attesa di trapianto di ricominciare a guardare al futuro.
I nomi su un fiore rosso, le foto sull’albero dei ricordi per arricchire il “giardino dei Donatori”, la consegna dei diplomi alle famiglie, ma anche al personale impegnato nella “grande famiglia” ospedaliera dei trapianti, poi la lettura dei donatori del 2025 da parte del team del Coordinamento Ospedaliero di Procurement per la Donazione di Organi e Tessuti diretto da Alberto Zanella, hanno anticipato alcune storie e contributi personali e commoventi dei familiari e dei trapiantati.
Un ringraziamento speciale ai donatori e alle loro famiglie per il coraggio e l’altruismo è venuto anche dal Presidente del Policlinico di Milano Marco Giachetti e dal Direttore Generale, Matteo Stocco, seguiti dal Direttore Sanitario Nicola Vincenzo Orfeo e dal Direttore delle Professioni Sanitarie Vincenzo De Martino. Infine Massimo Cardillo, Direttore del Nord Italian Transplant program (NITp) ha ricordato quante persone lavorino ogni giorno, senza sosta e con passione e grande umanità in momenti così dolorosi e delicati. Un saluto anche da parte di Giuseppe Lazzati, Vice presidente Vicario Provinciale di Milano e Consigliere nazionale, in rappresentanza di tanti volontari presenti per AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule).
“Non si tratta di un sacrificio,- ha commentato Elio, il marito di una donatrice- ma di un sollievo, sapendo che grazie alla donazione la vita dei nostri cari continua!”. Un albero oggi per ricordare ogni vita, per ricordare ogni foglia luminosa che si è fatta linfa moltiplicando i trapianti, come ha sottolineato Maria Adele Figini, medico del team di Anestesia e Terapia Intensiva Donna-Bambino, che ha ringraziato chi ha creduto nella speranza e nella scienza. Si tratta di: “Uno, centomila alberi, volti e mani, e in questa foresta ci sentiamo ancora umani.”