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notizia
02/05 2022
Salute e Ricerca

Un male senza nome

— di Redazione

Dolore vaginale cos’è

Questa è stata la ricerca che Lara ha fatto più di frequente su internet da gennaio in poi. Il dolore era iniziato di colpo, senza un’apparente ragione. All’inizio era poco più di un prurito intimo, aveva pensato che sarebbe passato così com’era arrivato. Invece con il passare dei giorni era diventato sempre più forte, al punto che la notte non riusciva a chiudere occhio.
Le spiegazioni che trovava su internet dicevano tutto e il contrario di tutto, ma si imbarazzava troppo all’idea di parlarne con qualcuno: a 25 anni non si parla facilmente della propria salute, nessuno si aspetta che tu stia male. Ma alla fine ha dovuto farlo: la sua amica Anna si era accorta che qualcosa non andava. È stata lei, che è di Milano, a consigliarle di fare una visita al Policlinico. Avevano già aiutato sua zia con un problema simile, avrebbero aiutato anche lei.
Il giorno della prima visita Lara non può crederci: ad accoglierla ci sono ben tre Dottoresse! Una psicologa, un’ostetrica e una ginecologa. Scopre di essere finita nel posto giusto, perché al Policlinico c’è un percorso dedicato alle pazienti come lei, un percorso su misura seguito da un team multidisciplinare come quello che l’ha accolta, grazie al quale riesce a dare un nome al  suo dolore. Vulvodinia, una malattia insidiosa, ancora poco conosciuta pur essendo molto diffusa: la ginecologa le dice che in Italia ne soffrono circa il 12% delle donne! E lei che pensava di essere sola! Si sente sollevata: ora per lei c’è una prospettiva concreta. Il giorno della diagnosi, fuori, ad aspettarla, c’è Anna: “che ti dicevo? E la prossima volta non provare a tenerti per te una cosa simile. Le amiche servono anche per questo!”

 

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