#RASSEGNASTAMPA. L'empatia è uno strumento clinico. Giorgio Costantino ne parla su Panorama.it
Ci sono i medici, amatissimi e bellissimi, delle fiction. Quelli che riescono sempre a trovare una soluzione superando ostacoli e imprevisti cadendo in piedi ed elargendo grandi lezioni di vita grazie al proprio sangue freddo. Poi ci sono gli ospedali del mondo, quelli veri, in cui i pazienti sparigliano le carte di qualsiasi sceneggiatura e i professionisti lavorano con dedizione ogni giorno non senza qualità di acrobati per unire vicinanza, competenza, tempo a disposizione, problem solving... con ogni singola persona che hanno di fronte.
Giorgio Costantino, direttore del Pronto Soccorso del Policlinico di Milano e docente all’Università degli Studi di Milano ha affrontato il ruolo della vicinanza e del tempo della comunicazione in corsia in una intervista davvero “empatica” per Panorama.it a cura della giornalista Maddalena Bonaccorso.
L’empatia è uno strumento clinico? “In alcuni momenti il medico deve riuscire a mantenere una certa distanza emotiva - ha spiegato Giorgio Costantino -. Soprattutto nell’urgenza, se non riesce a distaccarsi almeno un po’, rischia di perdere la lucidità necessaria per fare quello che deve fare. Ma questo distacco non significa affatto perdere empatia. Anzi, questa capacità di prendere le distanze è fondamentale: permette al medico di rimanere lucido, di decidere e di intervenire nel modo migliore senza smettere di considerare la persona che ha davanti".