Caduta dei capelli: quanto ne sai? Scopri di più con il nostro Vero o Falso
— Valentina Meschia, con la consulenza scientifica di Andrea Sechi, dermatologo
Perdere i capelli porta sempre preoccupazione, ma nella maggior parte dei casi si tratta di una situazione temporanea e fisiologica. Ai capelli ci teniamo fin da bambini e diventano elementi distintivi della nostra identità. Siamo abituati a prendercene cura e a “coccolarli”, sperimentando nuovi tagli e look. Col passare degli anni notiamo che la nostra chioma non è più la stessa e ci domandiamo se va tutto bene.
Di capelli se ne parla tanto, ma quanto ne sappiamo? Ecco i Vero Falso di Andrea Sechi, dermatologo della Dermatologia del Policlinico di Milano.
1. Perdere i capelli è fisiologico. VERO
La caduta quotidiana di capelli è un fenomeno fisiologico correlato al ciclo di vita del capello, che alterna una fase di crescita (anagen, 3–6 anni), una brevissima fase di regressione (catagen, ~2 settimane) e una fase di riposo (telogen, ~2–3 mesi) al termine della quale il capello "vecchio" cade mentre ne cresce già uno nuovo nel follicolo.
Poiché i follicoli lavorano in modo asincrono questa perdita passa generalmente inosservata. In un cuoio capelluto sano circa l'80–90% dei follicoli è in fase di crescita e solo il 10–15% in fase di riposo. Questo significa che in condizion fisiologiche è considerato normale perdere una media di 50–150 capelli al giorno.
2. Ci sono periodi dell'anno con maggiore caduta, come l'autunno. VERO
Esiste una periodicità stagionale documentata: gli studi mostrano una massima proporzione di capelli in fase telogen (e quindi di caduta), alla fine dell'estate e all'inizio dell'autunno.
Il fenomeno sembra legato a fattori climatici come le ore di luce solare e l'esposizione ai raggi ultravioletti (è stato proposto il termine "effluvio telogen attinico"), che possono facilitare il distacco di capelli in fase telogen, attraverso la rottura di alcune proteine coinvolte nell’ancoraggio del fusto al derma. È importante sottolineare che tale fenomeno non interessa capelli in fase di anagen, ovvero di crescita, ma solamente capelli che sono già andati incontro alle trasformazioni tipiche del telogen.
3. La perdita dei capelli è sempre uguale. FALSO
La caduta dei capelli si può classificare secondo un semplice schema in: caduta a chiazze, caduta diffusa, caduta localizzata e può derivare da diverse condizioni. Tra le più frequenti:
- Alopecia androgenetica: la forma più comune, basata su una sensibilità agli effetti del diidrotestosterone, un metabolita attivo del testosterone, che determina un progressivo assottigliamento (miniaturizzazione) del capello.
- Telogen effluvium: caduta diffusa, spesso >200 capelli/die, che compare tipicamente 2–4 mesi dopo un fattore scatenante come una malattia grave, un intervento chirurgico, il parto, malattie della tiroide, malnutrizione, carenza di ferro o dimagrimento rapido oppure l’assunzione di determinati farmaci.
- Alopecia areata: malattia autoimmune caratterizzata dalla comparsa improvvisa di chiazze o di un diradamento diffuso, in associazione ad una significativa caduta di capelli.
4. I capelli caduti non ricrescono più. FALSO
Dipende dal tipo di alopecia. Nella maggior parte dei casi la caduta è reversibile perché le cellule staminali del follicolo restano intatte e possono rigenerare un nuovo capello: questo vale per il telogen effluvium, l'alopecia areata e l'alopecia androgenetica, nelle quali il follicolo non viene distrutto.
La perdita diventa permanente solo quando le cellule staminali del follicolo vengono danneggiate in modo irreversibile o sostituite da tessuto cicatriziale, come avviene nel caso delle alopecie cicatriziali quali il lichen planopilaris, l’alopecia fibrosante frontale, la follicolite decalvante, il lupus cutaneo discoide e la cellulite dissecante.
5. Esistono malattie "infettive" che causano perdita dei capelli. VERO
Infezioni e malattie sistemiche possono provocare la caduta. Le infezioni gravi o prolungate sono un noto fattore scatenante di telogen effluvium. Oltre a queste, anche la sifilide e alcune infezioni che interessano direttamente il cuoio capelluto o il follicolo, come alcune infezioni micotiche (tinea capitis).
6. Gli uomini perdono più capelli delle donne. VERO
Considerando in particolare l'alopecia androgenetica, si può dire che colpisce circa metà della popolazione, ma con prevalenza differenti nei due sessi: negli uomini provoca stempiatura fronto-temporale e diradamento del vertice, spesso fino alla calvizie; nelle donne si manifesta come diradamento diffuso della parte superiore del capo, con conservazione dell'attaccatura frontale dove è presente un diradamento con base di impianto frontale, che ricorda un "albero di natale”.
7. Non esistono rimedi naturali/alimentari per "fortificare" il cuoio capelluto. FALSO
La malnutrizione, le diete drastiche e le carenze (in particolare carenza di ferro, vitamina b12, folati) sono cause riconosciute di caduta, quindi correggere questi deficit e mantenere un'alimentazione equilibrata è importante. Tuttavia, non vi è evidenza solida che integratori o "rimedi naturali" facciano ricrescere i capelli. Infine, da sottolineare che un'alimentazione bilanciata previene sì la caduta da carenza, ma non sostituisce i trattamenti medici nelle vere alopecie che saranno prescritti dal medico specialista in base ai caso e alla storia clinica di ogni paziente.
8. Cosmesi, shampoo e tinte aggressive possono causare patologie del cuoio capelluto. VERO
Lo stress chimico e meccanico sul capello è tra le cause di aumentata caduta.Trattamenti aggressivi, trazione eccessiva e prodotti irritanti possono danneggiare il fusto, provocare rottura e contribuire a caduta o allo sviluppo di dermatiti e irritazioni a livello del cuoio capelluto. È quindi opportuno un uso prudente di tinture, trattamenti chimici e acconciature che esercitano trazione, sebbene questi fattori siano generalmente meno determinanti rispetto alle cause genetiche, ormonali o sistemiche.