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28/07 2026
Attualità Salute

Epatiti virali: come ricerca e prevenzione stanno cambiando la storia di queste malattie

— di Redazione

Le epatiti virali croniche B e Delta continuano a rappresentare una delle principali cause di cirrosi e tumore del fegato nel mondo. Grazie a diagnosi precoci, a trattamenti efficaci e alla ricerca si stanno aprendo scenari fino a pochi anni fa impensabili.
Ne parliamo con Pietro Lampertico, direttore Gastroenterologia ed Epatologia e del Centro di riferimento “Angela Maria ed Antonio Migliavacca” del Policlinico di Milano e Professore Ordinario dell'Università degli Studi di Milano.

 

Iniziamo dall’Epatite B, possiamo considerare il 2026 l’anno della svolta?

Sì, il 2026 verrà ricordato come un anno molto importante per la ricerca sull'epatite B. Per la prima volta sono stati presentati i risultati di uno studio che consentirà di registrare un nuovo farmaco in grado di far raggiungere la cosiddetta “guarigione funzionale” nel 26% dei pazienti trattati. La guarigione funzionale rappresenta un traguardo molto diverso dal semplice controllo dell'infezione. Significa che il paziente diventa negativo per l'antigene di superficie del virus dell'epatite B (HBsAg), può interrompere la terapia antivirale e mantiene il controllo dell'infezione anche dopo la sospensione del trattamento. Un risultato che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile. Il farmaco protagonista di questi studi è bepirovirsen, somministrato con un'iniezione sottocutanea una volta alla settimana per 24 settimane. Agisce con un duplice meccanismo: riduce la produzione del virus e abbassa i livelli dell'HBsAg, una proteina che permette al virus di sfuggire al sistema immunitario. In questo modo le difese dell'organismo possono tornare a controllare l'infezione.

 

Anche per l’Epatite Delta sono stati ottenuti risultati fino a pochi anni fa impensabili?

Le novità non riguardano soltanto l'epatite B. Anche per l'epatite Delta stiamo vivendo un momento straordinario. L’epatite Delta è causata dal virus HDV, che può infettare solo le persone già portatrici del virus dell’epatite B. Si tratta della forma più severa di epatite virale cronica, associata a una più rapida progressione verso cirrosi, insufficienza epatica e tumore del fegato. Attualmente, l’unico farmaco approvato in Europa per il trattamento dell’infezione cronica da virus dell’epatite Delta è bulevirtide. La sua introduzione ha rappresentato una svolta nella gestione di una malattia per la quale, fino a pochi anni fa, le opzioni terapeutiche erano estremamente limitate.
Per la prima volta abbiamo dimostrato che tre anni di trattamento sono in grado di ridurre dell'84% il rischio di scompenso epatico nei pazienti con cirrosi. Tra il 2027 e il 2028 arriveranno nuove strategie terapeutiche che potrebbero consentire di ottenere la soppressione del virus nell'80% dei pazienti. Guardando ancora più avanti, l'obiettivo sarà combinare le terapie contro il virus Delta con quelle rivolte all'epatite B, così da controllare, e un domani possibilmente guarire, entrambe le infezioni.

 

La ricerca però deve andare di pari passo con la diagnosi precoce

Se la ricerca apre nuove prospettive, la diagnosi precoce rimane fondamentale. Le epatiti virali croniche possono rimanere silenziose per molti anni e manifestarsi quando il fegato ha già subito danni importanti. Intervenire precocemente significa poter prevenire complicanze come la cirrosi e il tumore del fegato.
Per l'epatite B, invece, la prevenzione passa soprattutto dalla vaccinazione. Il vaccino contro il virus dell'epatite B è sicuro ed efficace ed è essenziale anche per prevenire l'infezione da virus Delta.

Il Centro di riferimento per la diagnosi e lo studio delle malattie del fegato e delle vie biliari “Angela Maria ed Antonio Migliavacca” del Policlinico di Milano è da anni tra i principali centri europei impegnati nella ricerca sulle epatiti virali. La partecipazione a studi internazionali conferma il ruolo del nostro Ospedale nello sviluppo di terapie innovative che stanno contribuendo a cambiare la storia naturale di queste malattie.


28 Luglio, Giornata Mondiale dell'Epatite

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