Al Policlinico di Milano approda l’Endomicroscopia Confocale: fra i primi in Italia a studiare in tempo reale la funzionalità della barriera intestinale
— di Valentina Castellano Chiodo
Il Policlinico di Milano si conferma centro di eccellenza nazionale con l’acquisizione dell’Endomicroscopia Confocale Laser (CLE), una delle frontiere più avanzate dell’imaging medico per lo studio delle Malattie Intestinali Croniche. Attualmente si contano pochi apparecchi attivi in Italia, ma come funziona questa sorta di “microscopio” all’interno del corpo? Su casi particolari questa tecnologia permette ai medici di eseguire un’analisi istologica (microscopica) dei tessuti direttamente durante l’endoscopia in tempo reale, eliminando l’attesa dei classici esami di laboratorio, ma soprattutto lo studio di alcuni processi fisiologici e patologici direttamente sul paziente.
Studiare la barriera intestinale "in vivo"
La ricerca del Policlinico di Milano si concentra sulla permeabilità intestinale, parametro cruciale ma finora difficile da misurare. "Questa metodica appena acquisita ci permette di effettuare un’analisi microscopica della micro-vascolarizzazione direttamente sul paziente durante una gastroscopia o una colonscopia" spiega il professor Flavio Caprioli, Direttore della Gastroenterologia ed Endoscopia. "È un apparecchio all’avanguardia e rivoluzionario che potrebbe diventare lo standard per la valutazione funzionale dell’apparato digerente, specialmente per pazienti con malattie infiammatorie croniche (MICI), celiachia refrattaria, malassorbimenti e allergie alimentari”.
Come funziona: fluorescenza e precisione
La procedura prevede l’iniezione endovenosa di un mezzo di contrasto fluorescente durante l’esecuzione dell’esame endoscopico, e lo studio attraverso una sonda laser dedicata. Se dopo l’iniezione il mezzo di contrasto fuoriesce dai vasi ed entra nel lume intestinale, è possibile documentare istantaneamente l’alterazione della barriera. "La barriera intestinale è relativamente impermeabile, permettendo solo l’assorbimento di nutrienti. Quando "perde", permette la dispersione di nutrienti, e contemporaneamente l'ingresso di batteri e patogeni che alimentano l'infiammazione. Con questo esame è possibile studiare “in tempo reale” la fuoriuscita di mezzo di contrasto dai vasi, un segnale inequivocabile di una barriera intestinale alterata – spiega Emanuele Dabizzi, responsabile dell'Endoscopia Digestiva del Policlinico di Milano- È un modo estremamente preciso e funzionale per mappare la salute dell’intestino. Sebbene la metodica non sia ancora rimborsata dal Sistema Sanitario Nazionale, il nostro gruppo la sta utilizzando attivamente a scopo di ricerca per migliorare il percorso di cura dei nostri pazienti in Ospedale”.
La CLE è utile nello studio di pazienti con Malattie Infiammatorie Croniche perché il ripristino della permeabilità è il livello più profondo di guarigione e chi lo raggiunge è protetto dalle recidive nel lunghissimo periodo, ma anche nei casi di Esofago di Barrett per identificare precocemente displasie o tumori iniziali, o nello screening del cancro del colon, per distinguere tra polipi benigni e maligni. Fondamentale anche nei casi di malassorbimenti e allergie: lo studio si estende a casi di celiachia refrattaria e allergie alimentari complesse per valutare il prosieguo della terapia e personalizzare il trattamento in base alla risposta cellulare del paziente. “Siamo tra i primi in Italia a fare questo tipo di esame — conclude Dabizzi — mettendo una tecnologia di altissimo livello al servizio dei nostri pazienti e della ricerca clinica. L'integrazione futura con l'intelligenza artificiale promette di rendere l'interpretazione di queste immagini ancora più rapida e accurata, segnando un passo decisivo verso una medicina sempre più personalizzata e meno invasiva".