notizia
30/03 2026
Salute

Noduli tiroidei: la soluzione è l'intervento?

— Rosy, con la consulenza degli specialisti della tiroide

Qual è l'iter che porta alla indicazione terapeutica di intervento chirurgico in caso di noduli, gozzo e tiroide iperfunzionante? 

La presenza di un nodulo singolo a livello tiroideo si stima riguardi circa il 5% della popolazione adulta ed è più frequente nelle donne. Solo nell’1% dei casi questi noduli, generalmente benigni, possono risultare essere forme aggressive e tumorali maligne. Fortunatamente, seppur la presenza di noduli tiroidei sia piuttosto comune, non lo è altrettanto il ricorso alla chirurgia. Quando si rende, dunque, necessario disporre un intervento chirurgico di rimozione della tiroide o parte di essa in caso di noduli o struma tiroideo? Ne parliamo con Giovanna Mantovani, direttrice dell'Endocrinologia e con Tullio Ibba, responsabile della Endocrinochirurgia del Policlinico di Milano.

 

Oggi ci si ammala di più di patologie della tiroide. VERO ✅

Le patologie che coinvolgono la tiroide sono in aumento e si stima che circa 6 milioni di italiani soffrano di una qualche disturbo tiroideo. A seconda delle evidenze più o meno gravi e della tipologia di disturbo, nell’ambito chirurgico si parla di chirurgia tiroidea e paratiroidea. Il nodulo tiroideo singolo palpabile, ad esempio, è sempre più frequente da riscontrare.

L'intervento chirurgico riguarda solo le situzioni di patologie maligne. FALSO ❌

Lo struma tiroideo, comunemente conosciuto anche come gozzo, è l’ingrossamento della tiroide che può determinare sintomi compressivi, difficoltà respiratorie e di deglutizione. Lo struma può arrivare a misurare anche oltre i 10-12 centimetri ed è solitamente di natura benigna; la tiroide iperfunzionante, condizione in cui il metabolismo è accelerato per la produzione di troppi ormoni: in casi selezionati, non candidabili a terapia medica, si ricorre alla chirurgia; 

In base alla condizione del paziente si può rendere necessaria un’asportazione completa della tiroide, la tiroidectomia totale, oppure l’asportazione di un singolo lobo, l’emitiroidectomia. Questi tipi di intervento sono sempre realizzati in anestesia generale e la loro durata può variare dai 90 minuti circa alle 2 ore complessive.

Se mi opero, non devo prendere più altri farmaci. FALSO ❌

In caso di rimozione totale della tiroide, il paziente assumerà l’ormone tiroideo in forma sintetica. In caso, invece, di emitiroidectomia è opportuno valutare prima il grado di funzionalità del lobo rimanente. Rispetto ad altre terapie, per quanto riguarda gli ormoni tiroidei i dosaggi restano piuttosto stabili nel tempo e questo evita stravolgimenti nell’adesione alle terapie.

L'intervento di endocrinochirurgia è pericoloso. FALSO ❌

In Policlinico di Milano ci avvaliamo di tecnologie che permettono al chirurgo di monitorare il funzionamento dei nervi ricorrenti durante l’atto chirurgico (neuromonitoraggio) e in casi selezionati di vedere molto più nitidamente grazie alle immagini in 3D il campo chirurgico riducendo la probabilità di errori.

Dopo un intervento di endocrinochirurgia può essere necessaria una supplementazione di calcio e vitamina D. VERO ✅

A seguito di una tiroidectomia totale, può raramente associarsi un ipoparatiroidismo: un deficit dell'ormone paratiroideo che controlla i livelli di calcio nel sangue. Frequentemente, nell'immediato post-opratorio, si riscontra un calo della calcemia che viene corretto, nei primi giorni, con la somministrazione di calcio per via esogena. Questa terapia viene sospesa dopo pochi giorni. In questo caso, il paziente avrà bisogno anche di una supplementazione con calcio e vitamina D per sopperire a questa funzione.

Creative Commons BY-NC-ND

© - Tutti i contenuti sono rilasciati con una licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate. Puoi condividere i post contenuti indicando autore e fonte, inserendo sempre link di collegamento. Più info qui.