Occhio pigro nei bambini: 7 domande di mamma e papà
— di Valentina Castellano Chiodo, con la consulenza scientifica di Silvia Osnaghi, oculista dell’età pediatrica del Policlinico di Milano
“Aiuto, forse mio figlio ha l’occhio pigro?”, chiede una mamma e un papà aggiunge: “Gli occhi di mia figlia di 2 anni non sembrano allineati, forse non vede bene?”: la vista è un bene prezioso che si sviluppa sin dai primi istanti di vita e affinché questo processo avvenga correttamente, il cervello deve ricevere immagini nitide da entrambi gli occhi. Tuttavia, piccole anomalie trascurate nei primi mesi e anni di vita possono causare danni talvolta irreversibili allo sviluppo visivo. Sono tante le domande che assillano i neogenitori e per fare chiarezza su come diagnosticare e curare i principali disturbi visivi dell’infanzia abbiamo intervistato Silvia Osnaghi, oculista dell’età pediatrica del Policlinico di Milano.
1) Cos’è esattamente l’ambliopia?
Comunemente nota come "occhio pigro", l’ambliopia è una riduzione della capacità visiva (in uno o entrambi gli occhi) che si manifesta solitamente nei primi anni di vita senza una causa apparente immediata. Colpisce circa il 2-4% dei bambini a livello globale, con stime simili o leggermente superiori in Europa e in Italia (4-5% all’ anno) e se non curata tempestivamente può portare a un deficit visivo permanente. Rappresenta infatti una delle principali cause di deficit visivo sotto i 20 anni.
2) Qual è la causa principale dell’occhio pigro e quando è opportuno fare la prima visita oculistica?
Lo strabismo è la causa più comune di ambliopia: si tratta di un’alterazione che interessa i centri della visione nel cervello e impedisce ai due occhi di collaborare correttamente. Altre cause includono difetti della vista non corretti come l’ipermetropia (è il difetto della vista in cui gli oggetti vicini risultano più sfocati rispetto a quelli lontani), patologie oculari come la cataratta congenita (un’opacità del cristallino presente fin dalla nascita) o la ptosi (la palpebra calata). Sebbene non esista un’età fissa, la diagnosi precoce è fondamentale. La prevenzione dell’ambliopia non richiede esami particolari, solo una visita oculistica completa e una visita ortottica, ma è fondamentale che i genitori e i pediatri diano indicazione corrette sul timing di queste visite.
3) Ma come accorgersene?
Nella prima infanzia ci sono anche dei campanelli di allarme che possono indicare che la funzione visiva non sta maturando in modo normale quali: movimenti oculari irregolari, posizione anomala del capo o dopo l’inizio della scuola frequente cefalea frontale dopo l’applicazione visiva per vicino. In questi casi i genitori devono parlarne con il Pediatra che saprà dare indicazioni opportune.
4) Quando lo sviluppo visivo si completa e quindi non c’è più il rischio di sviluppare ambliopia?
Lo sviluppo visivo è completo intorno agli 8 anni, con piena maturazione di tutte le funzioni visive e motorie. Nell’adolescenza poi può insorgere miopia (difetto della vista che rende difficile la visione degli oggetti lontani). Solitamente a quest’età i ragazzini sanno riferire la difficoltà visiva e devono essere visitati per la prescrizione degli occhiali e i genitori informati in merito alle possibilità di trattamento, ottica e farmacologica, che sono ad oggi disponibili, per il rallentamento della progressione miopia.
5) I genitori cosa possono fare a casa?
Consigliamo la "prova del rifiuto”, un test semplice per verificare se il bambino vede bene da entrambi gli occhi: si invita il bambino a fissare un oggetto interessante con entrambi gli occhi, si copre l’occhio destro e se il bimbo resta indifferente, il sinistro vede bene, poi si copre l’altro occhio, quindi se il bambino reagisce negativamente o prova a spostare la mano perché infastidito, significa che l’occhio rimasto aperto vede meno dell’altro.
6) Come si cura l’ambliopia?
Il trattamento più efficace è l’occlusione diretta: basta applicare una benda adesiva sull’occhio sano per costringere il cervello a utilizzare e stimolare l’occhio "pigro". È fondamentale che la terapia inizi entro il "periodo plastico" (9-10 anni), oltre il quale il danno può diventare irreversibile.
7) Esistono alternative alla benda?
Sì, a seconda del caso, lo specialista può prescrivere: la penalizzazione ottica con lenti che fanno vedere volutamente male l’occhio sano o la penalizzazione farmacologica con l’uso di colliri specifici in un solo occhio, ma anche filtri o lenti a contatto particolari.
Visite oculistiche per bambini: quando farle?
Al Policlinico di Milano si consiglia di effettuare lo screening per l’ambliopia a tutti i bambini seguendo importanti tempistiche:
- la prima visita fra i 3 anni e 3 anni e mezzo.
- la seconda visita verso i 5 – 6 anni cioè in età prescolare o scolare.
- se il bambino ha famigliarità positiva per fattori di rischio per ambliopia (quali strabismo o ambliopia stessa in un fratello o in un genitore) la visita deve essere anticipata entro i 2 anni.Come posso preparare mio figlio alla visita?
Per facilitare l'esame della vista, i genitori possono insegnare al bambino a indicare con la mano le quattro direzioni (alto, basso, destra, sinistra) corrispondenti all'orientamento della lettera "E" (ottotipo di Albini) che gli verrà mostrata durante la visita.
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