Attenzione ai morsi di zecca: 5 cose da sapere per affrontare l'estate con un'attenzione in più
— Valentina Meschia, con la consulenza scientifica dell'infettivologa Alessandra Bandera
Con l’arrivo dell’estate, sono sempre più le occasioni per trascorrere del tempo all’aria aperta a contatto con la natura. Boschi, prati e aree verdi possono “nascondere” ospiti indesiderati non solo per i nostri amici a quattro zampe, ma anche per noi. Stiamo parlando delle zecche, piccoli parassiti che si nutrono di sangue di animali e dell'uomo, e che possono attaccarsi ai nostri abiti o direttmente alla nostra pelle.
Per vivere le escursioni estive con maggior serenità ecco i consigli di Alessandra Bandera, direttrice delle Malattie Infettive del Policlinico di Milano e docente all’Università degli Studi di Milano.
1) Il morso della zecca può passare inosservato: controllati!
Il morso della zecca è spesso poco doloroso e generalmente non provoca prurito o altri segni immediati, per questo può passare inosservato. Una volta a casa è sempre importante controllarsi: le zecche prediligono le zone calde e umide del nostro corpo. Punti ideali sono il cuoio capelluto, l’area dietro le orecchie, le ascelle, l’inguine e le pieghe delle ginocchia.
2) Indossa pantaloni lunghi e scarpe chiuse
Le zecche non volano e non saltano, restano in attesa tra l’erba, i cespugli e la vegetazione e attendono il passaggio di uomini o animali per attaccarsi direttamente alla pelle o a vestiti/peli. Quando si va per boschi o in zone erbose, il consiglio è di indossare pantaloni lunghi e scarpe chiuse per evitare che questi piccoli parassiti possano entrare in contatto diretto con gambe e piedi.
3) Scegli vestiti chiari per una rapida individuazione
Scegliere indumenti di colore chiaro facilita l’individuazione di eventuali zecche ancor prima che si spostino sotto gli indumenti in cerca della sede ideale, e si attacchino alla nostra cute.
4) Se vedi una zecca, rimuovila subito!
Se si trova una zecca attaccata alla pelle, è importante rimuoverla il prima possibile. La rimozione va effettuata con una pinzetta afferrando la zecca il più vicino possibile alla pelle, senza schiacciarla. Dopo la rimozione è consigliabile disinfettae la zona. Da vitare i rimedi “fai da te” come olio, alcol o creme che possono rendere più difficile la rimozione del parassita.
5) Se sei stato morso, tieniti d’occhio!
Il morso di una zecca non comporta automaticamente alla trasmissione di una malattia: il rischio esiste solo se la zecca è infetta, poiché questi parassiti possono trasmettere batteri e virus, e più raramente protozoi. È importante osservare la comparsa di eventuali sintomi nelle settimane successive al morso, rivolgersi al proprio medico per ogni dubbio e non assumere su propria iniziativa antibiotici o altri farmaci.
Principali malattie trasmesse dalle zecche
Malattia di Lyme, causata dal batterio Borrelia burgdorferi, è la più nota e diffusa in Italia.
Sintomi: dopo alcuni giorni o settimane, comparsa di un eritema migrante, una chiazza rossastra che tende ad allargarsi progressivamente. Possono comparire febbre, stanchezza, dolori muscolari e articolari.
Se non trattata: artrite, problemi cardiaci, meningite o encefalite.
Encefalite da zecche, causata dal virus dell'encefalite da zecche (Tick-borne encephalitis virus, TBEV), in Italia è endemica soprattutto nelle aree alpine e prealpine del Nord, in particolare in Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, ma negli ultimi anni sono stati segnalati nuovi focolai anche in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna.
Esiste un vaccino raccomandato a chi è più a rischio di infezione per motivi lavorativi/ricreativi.
Sintomi: dopo alcuni giorni, comparsa di febbre, mal di testa e malessere generale.
Nei casi più gravi: meningite ed encefalite.
Rickettsiosi, gruppo di malattie batteriche causate da microrganismi del genere Rickettsia. In Italia la forma più frequente è la febbre bottonosa del Mediterraneo, diffusa soprattutto nelle regioni centro-meridionali e nelle isole.
Sintomi: febbre, mal di testa, manifestazione cutanea costituita da una lesione scura e crostosa nella sede della puntura.
Nei casi più gravi: meningite ed encefalite.