#RICERCA. Gravidanza su cicatrice da cesareo: al Policlinico di Milano un approccio mininvasivo che preserva la fertilità
— di Ilaria Coro, con la consulenza scientifica degli specialisti del Policlinico di Milano
Dopo un parto cesareo, in rarissimi casi l’embrione può impiantarsi sulla cicatrice a livello dell’utero: una condizione, chiamata “gravidanza su cicatrice da taglio cesareo” in inglese “cesarean scar pregnancy" (CSP), che comporta un elevato rischio di rottura dell’utero e di gravi emorragie. La gestione resta oggetto di dibattito scientifico e può prevedere diversi approcci, a seconda del quadro clinico.
Per definire protocolli di trattamento mininvasivi e mirati, in particolare, a conservare la fertilità, il team multidisciplinare di radiologi e ginecologi del Policlinico di Milano ha condotto uno studio, che è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica La Radiologia Medica, organo ufficiale della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica.
La CSP è una condizione probabilmente sottodiagnosticata, che si stima si verifichi in circa 1 caso ogni 1.800–2.650 gravidanze. Si tratta di una situazione ad alto rischio per la salute materna, che richiede una gestione multidisciplinare con il coinvolgimento di ostetrici, radiologi interventisti, anestesisti e, soprattutto, della paziente e del suo partner. Una consulenza approfondita è fondamentale per garantire un’informazione completa sui rischi e sulle opzioni terapeutiche disponibili. Per le pazienti che scelgono di interrompere la gravidanza sono disponibili diverse strategie, farmacologiche e chirurgiche, anche combinate.
Con l’obiettivo di definire protocolli mininvasivi mirati, in particolare alla conservazione della fertilità, il team multidisciplinare di radiologi e ginecologi del Policlinico di Milano ha analizzato i dati delle pazienti trattate tra il 2013 e il 2024.
Dallo studio è emerso che un approccio sequenziale combinato si è dimostrato altamente efficace: inizialmente viene somministrato per via intramuscolare il metotrexato, un farmaco che blocca la rapida divisione delle cellule necessarie allo sviluppo embrionale favorendone il riassorbimento senza ricorrere immediatamente alla chirurgia. Successivamente, il farmaco viene infuso in modo selettivo direttamente nelle arterie uterine (via intra-arteriosa) e si procede con l’embolizzazione dell’arteria uterina, una tecnica radiologica che occlude temporaneamente i vasi sanguigni per ridurre il rischio di emorragia.
Questo protocollo è stato associato a un eccellente successo clinico, a minime complicanze e a un’elevata preservazione della fertilità: oltre il 90% delle donne che desideravano una futura gravidanza ha ottenuto un concepimento con esito positivo. Tra le gravidanze successive, in due casi è stato riscontrato un’alterazione della placenta, classificato come placenta accreta. In entrambi i casi sono stati posizionati palloncini profilattici nelle arterie iliache interne a scopo preventivo, senza che si verificassero emorragie, grazie a cui è stato possibile portare a termine la gravidanza.
“La gravidanza su cicatrice da cesareo è una condizione complessa e potenzialmente ad alto rischio. Un approccio strutturato, mininvasivo e multidisciplinare con expertise ostetriche – radiologiche interventistiche consente non solo di trattarla in sicurezza, ma anche di tutelare il futuro riproduttivo delle pazienti”, spiegano gli autori dello studio coordinati da Irene Cetin – direttrice dell’Ostetricia e da Gianpaolo Carrafiello – direttore della Radiologia, del Policlinico di Milano, entrambi anche docenti dell’Università degli Studi di Milano.
Stepwise minimally invasive management of cesarean scar pregnancy: retrospective clinical and fertility outcomes
Il Policlinico di Milano rappresenta uno dei centri con il più alto volume di casi in Italia per la gestione delle alterazioni della placenta, tra cui le forme più complesse come la placenta accreta.
Grazie a un’esperienza clinica consolidata e a un approccio multidisciplinare che integra competenze ostetriche, radiologiche interventistiche e anestesiologiche, il Policlinico di Milano è oggi riconosciuto come uno dei punti di riferimento più rilevanti anche a livello europeo per la diagnosi e il trattamento delle patologie placentari ad alto rischio.
Accanto all’attività clinica, il Policlinico è fortemente impegnato anche sul fronte della ricerca, con studi dedicati alla diagnosi precoce, alla stratificazione del rischio e allo sviluppo di strategie terapeutiche sempre più mirate e conservative. L’integrazione tra ricerca e pratica clinica consente di trasferire rapidamente le innovazioni al letto della paziente, migliorando gli esiti materni e fetali anche nei casi più complessi.
Questa expertise consente una gestione altamente specializzata delle gravidanze complesse, con l’obiettivo di garantire la massima sicurezza per la madre e il miglior esito possibile per il neonato.