Non rimandare la colposcopia in gravidanza, in Policlinico di Milano c’è il Centro di riferimento per l’HPV
In Policlinico di Milano è attivo un percorso per le pazienti i cui test di screening di prevenzione del tumore del collo dell’utero sono risultati anormali o con sintomi dubbi. Qui, gli specialisti sono in grado di proporre il percorso di cura più appropriato alle donne nel periodo della gestazione.
Per molte donne che non accedono regolarmente ai programmi di screening, la gravidanza può rappresentare un momento decisivo per individuare – a partire da un Pap test o un HPV test – possibili rischi per la propria salute. Le infezioni da HPV nella maggioranza dei casi non sono pericolose, ma possono aumentare il rischio di insorgenza di lesioni pretumorali o di tumore della cervice uterina.
Se non ti sei mai sottoposta ad approfondimenti di questo tipo prima, non rimandare proprio ora: ogni momento può essere quello giusto! Se il ginecologo ha prospettato l’ipotesi di una colposcopia o di una vulvoscopia, è bene dunque ascoltarlo. Anche – e soprattutto - nel delicato e meraviglioso periodo della gravidanza.
L’esame colposcopico è infatti un’indagine diagnostica di secondo livello, ossia che viene prescritta per donne che presentano un test di screening anormale (Pap test o test HPV) o sintomi come sanguinamento post-coitale o perdite vaginali persistenti che non possono essere spiegate da un'infezione o da altre cause. La vulvoscopia si concentra in particolare sul rilevare lesioni dei genitali esterni, del perineo e del periano ed è associata all’esame colposcopico che analizza vagina e cervice uterina.
Durante la gravidanza, l’expertise del professionista fa però la differenza: la colposcopia in questi casi deve infatti essere eseguita da colposcopisti esperti in grado di discriminare i quadri patologici da quelli fisiologici tipici della gravidanza, più difficili da “decifrare” se lo specialista non è adeguatamente preparato. L’esame è sicuro e non comporta rischi per il nascituro.
Il “Centro di riferimento per la prevenzione, diagnosi e cura della patologia genitale HPV-correlata” attivo in Policlinico di Milano raccoglie la più ampia casistica a livello regionale attraverso esami fondamentali come il Pap test e HPV test associati a visite periodiche, colposcopia, vulvoscopia e interventi chirurgici per fornire un servizio di assistenza e consulenza anche in presenza di diverse malattie sessualmente trasmesse.
Salute ginecologica: fare prevenzione in gravidanza
Pap test e HPV test durante la gravidanza sono proposti ed eseguiti esattamente come avviene in altri periodi della vita, seppur con qualche accorgimento: il periodo preferibile per sottoporsi agli esami è il primo trimestre, a seconda dell’età della donna o secondo le indicazioni dello screening.
In caso di esito positivo, le donne devono essere sottoposte a colposcopia quanto prima, nel primo trimestre o comunque non oltre la 20° settimana perché l’affidabilità diagnostica della colposcopia è elevata fino a tale epoca gestazionale, ma poi si riduce nella seconda metà della gravidanza.
Cosa succede dopo aver eseguito questo esame? Se l’obiettivo primario è escludere la presenza di un tumore del collo dell’utero, potrebbe rendersi necessario eseguire una biopsia o un intervento di escissione cervicale (asportazione di tessuto della cervice uterina) a scopo diagnostico che non arreca alcun danno al feto: l’intervento viene effettuato in ambiente protetto, in sala operatoria, e sarà previsto un ricovero a scopo precauzionale. ll trattamento delle lesioni pre-tumorali viene invece generalmente posticipato nel post-partum. Anche per quanto riguarda i condilomi (le verruche genitali correlate all’infezione da HPV), si predilige aspettare e rivalutare un eventuale trattamento dopo il parto, a meno di condizioni particolari.
Infezione HPV correlata e parto
Il papillomavirus in gravidanza non deve far preoccupare, neanche in prossimità della nascita del piccolo: il parto vaginale è preferito quando si riscontrano lesioni pre-tumorali o in assenza di altre controindicazioni materne o fetali. Nonostante una discreta prevalenza di HPV DNA nei neonati, la malattia clinica è rara e la remissione spontanea si verifica nella maggior parte delle infezioni che sono pertanto da considerarsi piuttosto delle “contaminazioni”. La trasmissione dell’infezione dell’HPV al neonato può avvenire anche in caso di taglio cesareo, come riportato da vari studi in letteratura.
Si può prenotare la colposcopia o la vulvoscopia contattando il numero verde 800638638, muniti di richiesta del medico di base che riporti il motivo della richiesta e la settimana di gravidanza (erogatore ambulatorio colposcopia in gravidanza GIN-HPV-GRAV).