#RASSEGNASTAMPA. Glutine: quando serve (davvero) mangiare gluten free? Luca Elli sul Corriere della Sera
Avere sintomi gastrointestinali dopo aver mangiato cibi ocntenenti glutine pur risultando negativi ai test per la celiachia, come è possibile? Sempre di più si parla di sensibilità al glutine o al grano non celiaca (Ncgs), una delle condizioni che apre a nuovi interrogativi da parte della comunità scientifica.
Luca Elli, gastroenterologo referente del Centro di riferimento per la prevenzione e la diagnosi della malattia celiaca del Policlinico di Milano, ne ha parlato sulle colonne del Corriere della Sera.
"Mentre per la celiachia e per l'allergia al grano esistono marcatori biologici chiari e criteri clinici ben definiti, per la Ncgs non ci sono test validati - ha risposto Luca Elli -. La diagnosi è ancora per esclusione e la sovrapposizione con altri disturbi gastrointestinali funzionali, come la sindrome dell'intestino irritabile, rende l'identificazione più complessa. È questa incertezza che alimenta il dibattito scientifico sulla reale esistenza della Ncgs come entità clinica autonoma. Escluse patologie organiche, come la celiachia o l'allergia al grano che possono provocare sintomi simili, si prevede un periodo di circa 46 settimane di dieta senza glutine".