Tu hai l'occhio secco? Ecco cosa fare
— Gaia Leone, oculista
La sindrome dell’occhio secco è una condizione estremamente diffusa che può colpire ad ogni età. È una condizione caratterizzata da sensazione di corpo estraneo percepita come sabbia negli occhi, bruciore, prurito e fastidio, e può essere molto invalidante per chi ne soffre.
Nella maggior parte dei casi è isolata e determinata da comportamenti quotidiani, come l’utilizzo prolungato di computer, tablet e telefonini che determinano un ridotto ammiccamento, dall’ambiente in cui viviamo (città inquinate, riscaldamenti elevati o aria condizionata che determinano un ambiente secco) o da modifiche ormonali (menopausa, ipotiroidismo). Infine, a volte può essere invece la spia di una patologia autoimmune, ad esempio la sindrome di Sjogren o inserirsi nel contesto di patologie dermatologiche importanti come la dermatite atopica o il pemfigoide delle mucose.
LA TERAPIA
Da evitare assolutamente è il “fai da te”: è fondamentale rivolgersi al medico oculista, anche per valutare eventuali esami di approfondimento.
La terapia dell’occhio secco infatti, dipende dalla causa scatenante, quindi è importante un corretto inquadramento per la prescrizione del trattamento più adeguato.
Nei casi più lievi e non correlati a patologie autoimmuni è sufficiente l’istillazione di colliri a base di acido ialuronico, mentre nei casi più severi può essere necessario l’utilizzo di colliri a base di cortisone o di immunomodulanti (ciclosporina e tacrolimus) fino ad arrivare a derivati di emocomponenti come il siero omologo ottenuto dal sangue dei donatore o il plasma povero di piastrine ottenuto da sangue cordonale, che si ottiene grazie alla generosità delle mamme che lo donano al momento del parto.