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01/06 2022
Salute e Ricerca

Tutto ciò che vale merita di essere atteso. Una nuova vita, due neogenitori. La storia di Viola e Dario

— Ilaria Coro e Valentina Meschia

1 Giugno – Giornata Mondiale dei Genitori

È proprio vero che “tutto ciò che vale merita di essere atteso”. Come quando si diventa genitori dopo un percorso pieno di curve e saliscendi. E lo sanno bene Viola e Dario che per realizzare il loro desiderio di avere un bambino, hanno dovuto fare i conti con una malattia cronica e una pandemia.

Dario, infatti, è nato con la Fibrosi Cistica (FC), una patologia genetica ereditaria. Prima di iniziare a cercare una gravidanza lui e Viola si sono affidati al Policlinico di Milano, punto di riferimento non solo per la FC, ma anche per tutte le coppie che hanno o sospettano di avere una malattia ereditaria.

Il loro viaggio inizia con il team della Genetica Medica, ma il rischio di avere un figlio con FC è contenuto: Viola, infatti, risulta negativa alla ricerca di mutazioni associate alla FC, per cui non sarebbero serviti accertamenti prenatali specifici. A questa bella notizia però ne segue una triste. La malattia di Dario, che non ha mai dato segni di sé, adesso gli ha giocato un brutto tiro proprio ora che desidera diventare papà: dallo spermiogramma non risultano spermatozoi nel suo sperma. Può capitare, infatti, che gli uomini con Fibrosi Cistica abbiano malformazioni a livello dei canali che collegano il testicolo all’uretra non consentendo agli spermatozoi di fuoriuscire.

Viola e Dario non si perdono d’animo e grazie al supporto degli specialisti del Policlinico di Milano affrontano e superano anche questo ostacolo.

“Quando nello sperma non si trovano spermatozoi, una condizione chiamata azoospermia, lo specialista valuta se è possibile recuperarli direttamente dal testicolo. Questi interventi, definiti come ‘tecniche di estrazione testicolare degli spermatozoi’, vengono effettuati in collaborazione con il team della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) del nostro Ospedale. Nel caso di Dario è stata utilizzata la tecnica più semplice: la PESA (Percutaneous Epididymal Sperm Aspiration). La procedura prevede l’inserimento per via cutanea di un ago nell’epididimo, un condotto avvolto a spirale, che si occupa della maturazione degli spermatozoi e del loro passaggio verso l’esterno. L’ago è collegato ad una siringa di raccolta che consente di aspirare il liquido seminale contenente gli spermatozoi. Inoltre, in situazioni particolari, lo specialista può analizzare il testicolo con un microscopio per individuare e prelevare solo dalle zone più ricche di spermatozoi, aumentando così la precisione e l’efficacia dell’intervento. Il paziente può essere dimesso il giorno dopo l’intervento e può ritornare al lavoro dopo circa una settimana. Questa procedura si chiama Micro-TESE e il Policlinico è tra i pochi Ospedali che la eseguono a carico del Sistema Sanitario Nazionale, spiega Luca Boeri andrologo dell’Urologia del Policlinico di Milano.

Il recupero degli spermatozoi ha permesso di inseminare 1 ovocita mediante tecnica ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) e, grazie all’expertise degli specialisti della PMA, ha portato all’inizio della tanto attesa gravidanza.

Un percorso, un po’ rallentato dalla pandemia che però ha saputo donare a Viola e Dario una grande emozione, perché, a volte, si sa, solo la via più lunga permette di scoprire i panorami più belli.

Una dolce attesa terminata il 14 aprile alla Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano con la nascita della piccola Rosa e, con lei, di due neogenitori.