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13/01 2022
Salute e Ricerca

Scopre di avere un tumore raro durante la gravidanza: mamma e bimbo salvi grazie agli specialisti del Policlinico di Milano

— di Ilaria Coro

   Dalla sofferenza alla gioia, quella unica della nascita di un figlio. Una felicità ancora più grande proprio perché arrivata dopo aver rischiato di non riuscire a dare alla luce il suo piccolo Nicola. A metà della gravidanza la sua mamma ha scoperto di avere un tumore raro e potenzialmente letale, per lei e per il suo piccolo. Eppure, grazie agli specialisti del Policlinico di Milano non solo il suo tumore è stato rimosso, ma si è potuto scrivere il lieto fine per questa storia: Laura oggi è a casa, ad allattare il suo bimbo, e l'unico ricordo di questo tumore sono tre cicatrici di pochi millimetri.

   Ma come è stato possibile il lieto fine? Tutto ha avuto inizio nel periodo più bello della vita di Laura: perché dopo tanta fatica e diversi tentativi, il test di gravidanza era finalmente risultato positivo. Per i primi mesi non c'erano stati particolari problemi. Poi però qualcosa era cambiato. Un dolore allo stomaco che non andava via e un mal di testa sempre più frequente l'avevano costretta a chiedere aiuto al suo ginecologo, sperando che fossero i normali effetti della gravidanza. Ma il suo istinto le diceva che non era così. Effettivamente il medico le aveva trovato la pressione del sangue molto alta. Nei giorni successivi la situazione era addirittura peggiorata, tanto rendere necessario il ricovero nell'ospedale della sua città, in provincia di Milano. Nonostante le prime cure, però, le sue condizioni non miglioravano e la pressione sempre molto alta stava iniziando a mettere a rischio anche il suo bambino. Poi, con un'ecografia dell'addome i medici hanno visto una massa sopra al rene sinistro, probabilmente un tumore. Diventava così fondamentale trasferire Laura alla Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano, punto di riferimento per le gravidanze complesse. Qui, la collaborazione tra gli specialisti dell’Endocrinologia e della Patologia della Gravidanza ha permesso di dare subito un nome a quella massa: si trattava di un feocromocitoma di 8 centimetri, tumore molto pericoloso per la vita di mamma e bambino. Questa neoplasia colpisce il surrene, una ghiandola che si trova sopra il rene: la sua normale funzione è rilasciare ormoni che regolano tanti aspetti dell'organismo, tra cui la pressione del sangue, i battiti del cuore e le reazioni allo stress. Con il tumore però questi ormoni erano come 'impazziti': per questo le condizioni di Laura, ormai già arrivata al sesto mese, erano così complicate. Il feocromocitoma è un tumore raro e riguarda solo 7 gravidanze su 100.000.

   Per questo caso così complesso il Policlinico ha messo in campo una squadra di esperti dedicata che potesse valutare il percorso migliore in modo multidisciplinare. Trattandosi di una gravidanza già nel secondo trimestre sono stati coinvolti ginecologi, endocrinologi, chirurghi, cardiologi, anestesisti e rianimatori, che hanno scelto insieme di asportare subito il tumore nel modo più delicato possibile, per non rischiare un parto prematuro. Durante l'intervento chirurgico avrebbero partecipato anche i ginecologi e gli specialisti della Patologia della Gravidanza, per essere pronti a ogni necessità.

   Per intervenire è stato fondamentale tuttavia stabilizzare prima la pressione della futura mamma: per questo i clinici hanno impostato una terapia farmacologica per mantenerla entro i limiti per almeno 10 giorni prima dell’operazione.

 "La nostra esperienza nell’asportazione di questi tumori - spiega Luigi Boni, direttore della Chirurgia Generale che ha eseguito l’intervento insieme a Elisa Cassinotti, chirurgo del suo team - ci ha permesso di intervenire attraverso delle piccole incisioni con una tecnica laparoscopica mini-invasiva: questo ha consentito non solo di proteggere il più possibile la gravidanza, ma anche una ripresa più rapida dopo l’operazione". Nel team multidisciplinare c'erano anche Manuela Wally Ossola, responsabile della Patologia della Gravidanza, e Maura Arosio, direttore dell'Endocrinologia. L'intervento è stato un successo: il tumore è stato rimosso completamente, mentre il bimbo ha continuato a riposare nella pancia della sua mamma. Terminata l'operazione la donna ha anche potuto ascoltare in diretta il battito del suo piccolo, sapendo così con certezza che tutto era andato per il meglio.

   Pochi giorni dopo l'operazione Laura è tornata a casa, e la sua gravidanza è proseguita senza più complicazioni. Poi è finalmente arrivato il giorno: allo scoccare del nono mese Nicola è venuto alla luce con un parto cesareo. Il tumore è solo un brutto ricordo: il piccolo è già a casa tra le braccia della sua mamma, che dopo tante preoccupazioni può finalmente prendersi cura di lui, fiduciosa in un futuro che solo qualche mese fa sembrava impossibile.