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10/11 2020
Salute e Ricerca

L'otite e le adenoidi nel bambino: sintomi e cause

— di Valentina Meschia


Calo del rendimento scolastico: potrebbe dipendere da un disturbo uditivo

L’otite media acuta è un’infiammazione dell’orecchio medio, la cavità posta tra il timpano e il condotto uditivo esterno. È una patologia molto frequente, soprattutto in età pediatrica. Si stima, infatti, che più del 60% dei bambini al di sotto dei 3 anni abbia avuto almeno una volta l’otite e rappresenta una delle principali cause di prescrizione antibiotica nell’infanzia.

Questa patologia può diventare ricorrente o cronica (circa il 25% dei casi) e la normale terapia con i farmaci non è più sufficiente e questo accade ad esempio in presenza di adenoidi ingrossate (ipertrofia adenoidea).

Per saperne di più sull’otite e per capire quali sono i trattamenti a disposizione per trattare le otiti ricorrenti da adenoidi abbiamo incontrato Sara Torretta, chirurgo otorinolaringoiatra del Policlinico di Milano.
 


Quali sono le cause che portano ad otite?

La causa principale di otite è quella batterica dovuta alla risalita nell’orecchio medio dei germi localizzati nel rinofaringe (la parte superiore della faringe), attraverso la tuba d’Eustachio (tubicino che collega l'orecchio medio alla faringe). Soprattutto in età pediatrica, questa migrazione di batteri può causare otiti ricorrenti favorite dalla presenza continua di catarro all’interno dell’orecchio medio. Questa condizione se diventa cronica (otiti croniche), può portare ad alterazioni a livello del timpano, con importanti conseguenze uditive e sull’acquisizione del linguaggio ed il rendimento scolastico.

Accanto a questo, le otiti possono dipendere dall’ingrossamento delle adenoidi (ipertrofia), una piccola massa di tessuto linfatico deputato alla risposta immunitaria presente nel rinofaringe. L’ipertrofia adenoidea, infatti, da una parte ostacola o blocca completamente il passaggio di muco e catarro dall’orecchio medio alla rinofaringe, con conseguente ristagno ed infiammazione; dall’altra contribuisce alla proliferazione batterica poiché microrganismi altamente resistenti si annidano in esse e quando vengono rilasciati per essere eliminati, risalgono la tuba di Eustachio e una volta raggiunto il timpano, lo colonizzano e portano ad infezione.

Infine, altri fattori predisponenti sono: le allergie respiratorie (rinite allergica), la rinosinusite, la presenza di malformazioni del massiccio-facciale, la prematurità, l’aver ricevuto un allattamento al seno di breve durata, l’utilizzo di succhiotto o biberon non ventilati, l’esposizione al fumo passivo e di terza mano (le polveri sottili che si depositano nell’ambiente in cui si fuma).

 

Quali sono i sintomi?

Il sintomo più comune è il dolore persistente all’orecchio che può essere associato a febbre e, nel caso di perforazione del timpano, a fuoriuscita di pus dal condotto uditivo. Nei bambini più piccoli, un pianto incessante accompagnato da sfregamento continuo dell’orecchio potrebbe indicare una otite in corso.

 

Come si può intervenire per trattare le otiti acute e croniche?

Durante la fase acuta, dopo diagnosi da parte del pediatra, è necessario il trattamento antibiotico accompagnato da farmaci contro il dolore e la febbre. Se le otiti diventano ricorrenti e croniche è importante che il bambino venga sottoposto ad una visita specialistica otorinolaringoiatrica per individuare la causa e per valutare il “benessere” dell’orecchio medio e la capacità uditiva.

In caso di ingrossamento delle adenoidi o di accumulo di catarro vecchio e denso nella cavità del timpano, è necessario intervenire chirurgicamente. Le nuove tecniche chirurgiche mini-invasive consentono di rimuovere l’adenoide (adenoidectomia) e aspirare il catarro dalla cavità timpanica attraverso un micro forellino sulla membrana del timpano (miringocentesi), anche nei pazienti più piccoli con un impatto e tempo di recupero minore.

Inoltre, se è presente anche una patologia a livello delle tonsille (infezioni ricorrenti o grossa ipertrofia che determina riduzione dello spazio respiratorio) si procede nella stessa seduta anche a chirurgia tonsillare (tonsillectomia).

 

Qual è il percorso di cura in Policlinico?

In Policlinico, i bambini con otiti medie acute ricorrenti sono seguiti da una équipe multidisciplinare composta da pediatri, otorinolaringoiatri, logopedisti e audiologi. L’accertamento della funzionalità uditiva e del ‘benessere’ dell’orecchio medio avviene attraverso esami diagnostici come la rinofibroscopia, le indagini audiometriche e l’otomicroscopia. I professionisti dell’unità di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale, negli anni hanno sviluppato percorsi di cura personalizzati e maturato una ampia esperienza nel trattamento chirurgico delle otiti medie ricorrenti, nei pazienti di tutte le età.

In particolare, la rimozione dell’adenoide avviene per via endoscopica. Questa procedura permette di ‘vedere’ sempre quello che si sta facendo e l’intervento risulta preciso e mirato.

Per le tonsille, viene preferita una tonsillotomia parziale che consente di lasciare un piccolo residuo tonsillare immunologicamente attivo conservando il ruolo di difesa ed evitando che l’intervento raggiunga i vasi e le terminazioni nervose sottostanti. Questa tecnica è meglio tollerata soprattutto nel bambino.

Infine, per quanto riguarda i trattamenti riabilitativi della tuba di Eustachio sono attivi percorsi di ginnastica tubarica per “rinforzare” selettivamente la muscolatura della tuba ed è possibile ricorrere a intervento dilatativo in endoscopia.

 

L’attività clinica è affiancata da studi finalizzati a testare l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di differenti terapie mediche come alternative al trattamento chirurgico. L’obiettivo è identificare percorsi personalizzati per rispondere alle necessità di ogni paziente, soprattutto dei più piccoli e dei malati rari. I risultati ottenuti hanno portato a numerose pubblicazioni scientifiche e alla stesura di protocolli di studio.