Maria e Dana: custodi delle prime carezze del nido
— di Valentina Castellano Chiodo
Due generazioni di infermiere, la stessa devozione per i neonati del Policlinico di Milano. Dal 1956 a oggi, storia di una straordinaria staffetta generazionale.
Maria ha 92 anni e il passo rallentato dal tempo. Eppure non ha voluto rinunciare a rivedere dopo tanti anni quel luogo dell’anima, il primo posto di lavoro che non ha mai dimenticato: la Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano. Davanti alle cullette e ai corridoi della Neonatologia ha gli occhi lucidi e si emoziona. Il filo della memoria corre all’indietro, fino al gennaio del 1956, quando Maria poco più che ventenne, era appena arrivata in città dalle campagne cremonesi. Si lasciava alle spalle la casa e gli affetti per stringere un vero patto d’amore: unire le proprie mani a quelle di una squadra di giovani infermiere pronte a offrire giorno e notte, fin dalle prime ore di vita, i gesti più dolci e le cure più attente ai piccoli appena nati.
È in quel reparto che ha imparato insieme a un gruppo di giovani colleghe, uno dei mestieri più delicati e difficili del mondo, proteggendo e accudendo i neonati fin dai loro primi respiri. Una dedizione che dopo di lei, a distanza di settant’anni, continua a vivere nel Nido della Mangiagalli, dove le infermiere sono le protagoniste di una staffetta d’amore che non si interrompe: oggi nel team ci sono Laura e Lidia, Carmela e Anna Maria che hanno tanta esperienza e dispensano consigli alle ultime arrivate, ma anche le giovani Maria Grazia, Miriam, Rosa e Daniela sempre pronte ad aiutare le neomamme fra primi bagnetti, notti insonni e allegre poppate.
In turno ora c’è una nuova “Maria”: il testimone è passato a Dana, infermiera pediatrica di 52 anni nata in Repubblica Ceca, che dopo gli studi a Vienna è approdata in Italia per amore. Da quasi vent’anni lavora in quella che è storicamente definita “la culla dei milanesi”: in Policlinico dal 2009, Dana ha lavorato in oncologia pediatrica e terapia intensiva neonatale, prima di approdare fra i neonati del Nido. I suoi occhi dolci, il sorriso gentile e l’innata empatia non passano inosservati alle mamme e papà che le affidano con fiducia i loro piccoli e lei sempre sorridendo, racconta: “Siamo fortunate a lavorare dove inizia la vita: insegnare le prime mosse ai neogenitori è certo impegnativo, ma anche molto divertente. Il nostro aiuto è fondamentale, il nostro compito è esserci sempre per chi ha bisogno! Incontrare Maria è stato un regalo immenso, comprendo la sua emozione, perché infermiere lo si è per tutta la vita e chissà come sarà “la Dana” del futuro…”.
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