#DONAZIONEORGANI. "Sei nel vento e nel mare, sei nel profumo dei fiori di montagna"
— di Valentina Castellano Chiodo
Il dolce ricordo della famiglia di Federica, che in vita credeva fortemente alla donazione degli organi
Non c’è una ricetta o un antidoto per vivere l’assenza ma, quando una persona è stata talmente carica di vita, di energia e di passioni carismatiche e contagiose, i suoi ricordi aiutano a colmare il vuoto e dalla sua fine, grazie ai suoi organi donati si costruiscono nuove altre storie.
La protagonista di questa storia è Federica Pizzoglio, moglie e madre di due figli adorati con un cui aveva un rapporto davvero speciale (l’adorazione era reciproca), una donna allegra e solare, innamorata del mondo e dei viaggi, appassionata d’arte, cinema e teatro, una compagna di avventure a cui non si riusciva a dire di no e che era, come ricorda il marito, un’amica sincera “cintura nera di chiacchiera ma anche di ascolto”.
La sua vita si interrompe bruscamente a 57 anni per una meningite fulminante, ma tutti in famiglia conoscevano la sua scelta: aveva espresso il suo sì convinto, il consenso alla donazione degli organi e tessuti sulla carta di identità, una scelta consapevole che aveva condiviso con i suoi cari, i quali avvisati delle sue gravi condizioni avevano immediatamente confermato questo suo ultimo gesto di immenso altruismo. I suoi occhi azzurri, che non passavano mai inosservati, hanno lasciato in eredità la vista a chi aspettava un trapianto di cornee, il fegato e i reni hanno dato speranza a chi attendeva un organo sano per sopravvivere e quel cuore pulsante oggi continua a battere in chi non aveva più futuro.
La donazione degli organi: lo shock iniziale, l’assenza per la famiglia e il nuovo “senso” nel futuro.
Perdere improvvisamente una persona cara genera rabbia e interrogativi sul destino. Lo conferma la sorella Francesca che racconta il percorso di elaborazione del trauma e lancia un messaggio: “È stato grande il senso di impotenza nell’immediato e durante le ore di emergenza. Nel percorso della mia terapia con gli psicologi i primi mesi di sofferenza sono stati tangibili: è un dolore che si sente sulla pelle, con una forza che graffia, ma che è necessario attraversare. Lo senti, sperando che il tempo allevi quelle ferite, ancora aperte dopo un anno dalla sua prematura scomparsa. Ora ricordare Federica ha un senso diverso: penso a lei e so che, grazie a mia sorella qualcuno è ancora vivo”.
La perdita di una madre, lo ripete quasi come un mantra la signora Mistica, e il sopravvivere alla morte di una figlia è qualcosa di innaturale, per cui si prova rabbia, ma i ricordi del passato aiutano ad andare avanti, poi aggiunge: “Mia figlia era un’anima libera, c’è nei sentieri di montagna che amava percorrere, quando guardo gli alberi che amava abbracciare, passeggiando in quel bosco dove camminavamo insieme e ne sento la presenza. La sento vicina nel cuore e la rivedo nei paesaggi cari alla nostra famiglia”. Infine rivolge direttamente alla figlia un dolce pensiero: “Federica, continui a vivere con il tuo sì nelle vite di altri e per noi ci sarai sempre: sei nel mare e nel vento, sei nel profumo dei fiori di montagna”.
Così il cammino prosegue, è una strada che profuma ancora di vita per tutti quei riceventi che ogni giorno sono grati per ogni respiro, ogni battito, ogni passo.
Quali sono i 7 organi principali e i tessuti che si possono donare?
ORGANI: cuore, reni, fegato, polmoni, pancreas e intestino.
TESSUTI: cute, ossa, tendini, cartilagine, cornee, valvole cardiache e vasi sanguigni.Un unico donatore può, quindi, aiutare molti pazienti.
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