Prima visita geriatrica dai 65 anni: perché farla e in cosa consiste?
— Valentina Meschia, con la consulenza scientifica d Tiziano Lucchi, geriatra
La prima visita geriatrica può essere prescritta dal proprio medico a partire dai 65 anni di età. La cura dell’anziano mira non tanto a guarire quanto a mantenere o a ripristinarne l’autonomia. Ma quando fare la prima visita e come si svolge?
Risponde Tiziano Lucchi, Direttore della Geriatria del Policlinico di Milano.
Quindi da 65 anni si diventa anziani e ci si deve rivolgere al geriatra?
Il NIA (National Institute on Aging), l’agenzia federale degli Stati Uniti leader nella ricerca scientifica sull’invecchiamento, classifica gli anziani in 3 categorie young old, giovani anziani (65-74 anni), old-old, anziani (75-84 anni) e oldest-old, grandi vecchi (≥ 85 anni). Tuttavia, è ben noto che l’età anagrafica è un indicatore convenzionale ma arbitrario e impreciso della soglia di vecchiaia, in quanto una delle fondamentali caratteristiche del processo biologico dell’invecchiamento è la sua estrema diversificazione nei singoli individui.
Capita spesso, in un paese con un’elevata qualità vita come il nostro, che una persona di 70 anni presenti una funzionalità biologica e una vitalità del tutto sovrapponibile a quella di un soggetto di 10 o anche 20 anni più giovane. C’è poi chi a 90 anni corre la maratona.
Perché è importante farla?
Con l’aumentare dall’età si riduce progressivamente la nostra funzionalità, emergono le fragilità che predispongono all’insorgenza di patologie croniche e spesso coesistono più disturbi e malattie. La valutazione geriatrica è soprattutto indicata in caso di comorbilità e polifarmacoterapia, presenza di sindromi geriatriche come delirium, deterioramento cognitivo, cadute, incontinenza, malnutrizione, e declino funzionale nelle attività della vita quotidiana. Tuttavia, uno screening geriatrico è comunque consigliabile anche nel giovane anziano per rilevare preventivamente fragilità e fattori di rischio di un declino funzionale precoce in presenza di sintomi o segni premonitori, come ad esempio disturbi della memoria, affaticamento e rallentamento motorio (riduzione della velocità del cammino, della lunghezza del passo), sarcopenia con perdita di forza muscolare.
Come si svolge?
Si parla di valutazione multidimensionale (VMD) geriatrica che prende in considerazione non solo fattori biologici ma anche psichici e sociali. È un processo diagnostico complesso, multidisciplinare che richiede tempo e l’impiego di strumenti specifici: test e scale di valutazione della fragilità, della performance fisica e cognitiva, dello stato funzionale, affettivo e nutrizionale. La storia clinica e in particolare l’anamnesi farmacologica sono momenti di fondamentale importanza.
Come prepararsi ad una visita geriatrica?
Al paziente, o nel caso di soggetti fragili al caregiver che lo accompagna, si raccomanda di portare in visione la documentazione clinica recente (esami del sangue, referti di esami strumentali e visite specialistiche) e soprattutto la lista dei farmaci assunti (se non c’è stato il tempo di trascriverli è sufficiente portare i blister o le scatole che li contengono).
Con l’invecchiamento la finestra terapeutica, ossia l’intervallo di concentrazione di un farmaco entro il quale si ottiene l’effetto curativo si riduce e aumentano le reazioni avverse. Spesso più che prescrivere nuovi farmaci è opportuno sospendere o quanto meno rivedere i dosaggi di quelli che il paziente sta già assumendo.