Tumore del colon-retto: gli esami che salvano la vita (e quando farli)
— di Ilaria Coro, con la consulenza scientifica degli specialisti del Policlinico di Milano
La prevenzione del tumore del colon-retto passa soprattutto dagli esami di screening, fondamentali per individuare la malattia nelle fasi iniziali o addirittura prevenirla intercettando e rimuovendo lesioni pretumorali.
Ne parliamo con Emanuele Dabizzi – Responsabile Endoscopia Digestiva del Policlinico di Milano e Flavio Caprioli - Direttore Gastroenterologia ed Endoscopia dell’Ospedale e professore associato dell’Università degli Studi di Milano.
Quali sono gli esami fondamentali per la prevenzione del tumore del colon-retto?
Gli strumenti principali della prevenzione secondaria sono il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci e la colonscopia.
Il test per il sangue occulto è semplice, non invasivo e rappresenta il primo livello di screening nella popolazione generale asintomatica: viene raccomandato a partire dai 50 anni e va ripetuto ogni due anni. In caso di positività, è necessario eseguire una colonscopia.
La colonscopia è l’esame di riferimento perché consente non solo di diagnosticare eventuali tumori già sviluppato, ma anche di individuare e rimuovere i polipi intestinali, che rappresentano lesioni pretumorali. In questo senso la colonscopia, attraverso l’asportazione dei polipi, svolge un ruolo non solo diagnostico, ma anche preventivo del carcinoma del colon-retto.
È importante sottolineare come le campagne regionali di screening siano uno strumento prezioso per promuovere l’adesione agli esami e ricordarne la corretta periodicità.
Perché è così fondamentale aderire ai programmi di screening?
Il tumore del colon-retto spesso non dà sintomi nelle fasi iniziali. Gli esami di screening permettono quindi di intercettarlo precocemente oppure di prevenire la sua comparsa, rimuovendo i polipi prima che si trasformino in tumori.
Aderire ai programmi di prevenzione significa aumentare in modo significativo le possibilità di cura e ridurre la mortalità legata a questa patologia.
Quando è invece necessario fare la colonscopia e con quale frequenza?
La colonscopia è indicata in diversi casi: dopo un test per il sangue occulto positivo, in presenza di sintomi sospetti oppure di fattori di rischio come familiarità per tumore al colon-retto, precedente riscontro di polipi del colon o malattie infiammatorie croniche intestinali.
Nelle persone a rischio la colonscopia può essere proposta con intervalli che variano generalmente tra i 5 e i 7 anni, mentre nei pazienti a rischio elevato i controlli possono essere anticipati e più ravvicinati.
Ricordiamo che la definizione del percorso più appropriato deve sempre avvenire insieme allo specialista, sulla base della storia clinica individuale e dei fattori di rischio. Al Policlinico di Milano, tecnologie avanzate e un approccio multidisciplinare consentono di garantire ai pazienti il miglior percorso diagnostico possibile.
Marzo è il mese dedicato in Europa alla prevenzione del tumore del colon-retto. Nella gallery, alcuni scatti dell'iniziativa organizzata il 26 marzo dal team della Gastroenterologia ed Endoscopia del Policlinico di Milano, in collaborazione con ATS Milano, per promuovere l'informazione e la sensibilizzazione su questo importante tema di salute.
Per maggiori informazioni sul programma di screening attivo in Regione Lombardia:
https://www.ats-milano.it/ats/carta-servizi/guida-servizi/prevenzione/screening-oncologico/programma-screening-tumori-colonretto