La tecnica Odon. Alternativa alla ventosa durante il parto. Il Policlinico di Milano tra i gruppi pilota internazionali.
— Monica Cremonesi
Il parto è un evento naturale e potente. Nella maggior parte dei casi procede spontaneamente, ma a volte può aver bisogno di un aiuto.
Quando il travaglio si arresta o la mamma è molto stanca, può essere necessario ricorrere alla ventosa: uno strumento efficace, utilizzato da molti anni, che però può provocare piccoli gonfiori temporanei sulla testa del neonato.
Oggi, in situazioni selezionate, esiste un’alternativa: il sistema Odon.
Si tratta di un dispositivo morbido e gonfiabile che viene posizionato attorno alla testa del bambino e, una volta attivato, avvolge delicatamente le guance. In questo modo la trazione non si concentra in un unico punto, ma viene distribuita in maniera più uniforme, accompagnando la nascita in modo controllato.
Quando la mamma spinge, l’operatore guida l’uscita del bambino con gradualità e sicurezza.
Una domanda frequente: il bambino riesce a respirare?
Sì. Fino alla nascita completa, il bambino non utilizza i polmoni per respirare, ma riceve ossigeno attraverso la placenta e il cordone ombelicale. Il dispositivo viene rimosso prima dell’avvio della respirazione autonoma.
“Alla Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano siamo tra i primi centri al mondo e i primi in Italia, insieme all’Ospedale di Parma, ad aver introdotto questa tecnica. Dopo un anno di utilizzo e un percorso di formazione dedicato, la nostra équipe è pronta a impiegarla nei casi appropriati. Ne parliamo anche nei corsi preparto per informare e rassicurare le future mamme”, spiega Enrico Iurlaro, responsabile Sala Parto.
“Essere centro pilota significa contribuire attivamente all’innovazione in ostetricia, offrendo un’opportunità in
più per rendere la nascita sempre più sicura e meno traumatica, per la mamma e per il neonato”, conclude Irene Cetin, direttrice Ostetricia.
Il dispositivo è oggetto di applicazioni cliniche a livello internazionale. I primi centri europei ad adottarlo sono stati a Bristol, nel Regno Unito, e in Francia; il suo utilizzo si sta ora progressivamente estendendo anche in altri Paesi.
Una curiosità
L’idea nasce in modo sorprendente: un meccanico argentino, Jorge Odon, intuì un principio meccanico semplice ma efficace osservando come fosse possibile estrarre un oggetto da una bottiglia utilizzando un sacchetto gonfiabile. Questa intuizione poi è stata sviluppata in ambito medico e ora in uso e sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.