Embolia polmonare, il Prof. Gianpaolo Carrafiello interviene in Senato sul ruolo della diagnosi e dei trattamenti mininvasivi
— di Redazione
Il Professor Gianpaolo Carrafiello, Direttore della Radiologia e del Dipartimento Area dei Servizi del Policlinico di Milano, ha partecipato alla conferenza stampa “Dalla diagnosi alle politiche sanitarie: un impegno comune contro l’embolia polmonare”, svoltasi martedì 3 febbraio 2026 presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, su iniziativa della Senatrice Elena Murelli.
L’incontro ha acceso i riflettori su una patologia cardiovascolare grave e ancora sottodiagnosticata: in Italia si stimano circa 68.000 casi di embolia polmonare ogni anno, a fronte di 38.000 ospedalizzazioni, dato che evidenzia un importante sommerso diagnostico e una significativa disomogeneità nei percorsi di diagnosi e cura sul territorio nazionale.
Nel suo intervento, il Professor Carrafiello ha ribadito il ruolo strategico della radiologia, sia nella fase diagnostica sia in quella terapeutica. In particolare, la tomografia computerizzata (TC) rappresenta uno strumento essenziale per una diagnosi rapida e per la stratificazione del rischio del paziente, mentre la radiologia interventistica consente l’esecuzione di procedure endovascolari mini-invasive, fondamentali nel trattamento dei pazienti ad alto e intermedio-alto rischio.
È stata inoltre sottolineata l’importanza di inserire tali competenze in percorsi multidisciplinari strutturati, come il Pulmonary Embolism Response Team (PERT), che permettono un processo decisionale condiviso, tempestivo ed efficace. L’organizzazione secondo modelli hub and spoke e il crescente contributo dell’intelligenza artificiale nei processi diagnostici possono ulteriormente migliorare l’accesso alle cure e gli esiti clinici.
La partecipazione del Professor Carrafiello all’iniziativa istituzionale conferma il ruolo del Policlinico di Milano nel dibattito nazionale sull’innovazione dei percorsi assistenziali e sulle politiche sanitarie, contribuendo allo sviluppo di modelli di cura più equi, tempestivi e basati sulle migliori evidenze scientifiche per la gestione dell’embolia polmonare.