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09/03 2022
Salute e Ricerca

#RICERCA Degenerazione Maculare. Nuova terapia per la salute degli occhi

— di Ilaria Coro

Negli over 60 la principale malattia che mette a rischio la salute degli occhi è la degenerazione maculare essudativa legata all’età, che nella forma più severa può causare rapidamente la perdita della vista in modo irreversibile. Francesco Viola, direttore dell'Oculistica del Policlinico di Milano, è tra gli autori di uno articolo recentemente pubblicato sulla rivista "Lancet" che riporta i promettenti dati di uno studio internazionale multicentrico a cui ha contribuito il team della nostra Oculistica. Questa ricerca ha individuato un nuovo farmaco, altrettanto efficace e sicuro rispetto all’attuale standard terapeutico, ma con il grande vantaggio di essere somministrata ad intervalli di tempo più lunghi. Il farmaco è già stato approvato dall’ente regolatorio “Food and Drug Administration" statunitense ("Agenzia per gli alimenti e i medicinali", abbreviato in FDA) e si prevede che entro l’anno potrà essere utilizzato anche in Italia.

La degenerazione maculare essudativa interessa solo una parte dell’occhio: la macula, cioè la porzione centrale della retina. In questa zona, si formano dei vasi sanguigni difettosi che rilasciano fluidi modificando così la struttura interna dell’occhio. Ogni anno in Italia colpisce circa 63mila persone e si manifesta con una visione sfuocata delle parole durante la lettura oppure di un'area scura al centro del campo visivo e una distorsione delle immagini compromettendo la qualità della vista nella parte centrale. Le attuali terapie bloccano la proliferazione di nuovi vasi sanguigni anomali all’interno della retina, così da evitare che il danno peggiori, e prevedono le iniezioni dei farmaci all’interno dell’occhio circa ogni due mesi.

La nuova terapia prevede l’uso di Faricimab, un farmaco in grado di colpire contemporaneamente due bersagli molecolari a livello dei vasi sanguigni: il fattore di crescita vascolare (VEGF o vascular endothelial growth factor), che promuove la loro crescita anomala, e la proteina angiopoietina (Ang-2), che contribuisce alla loro infiammazione con conseguente fuoriuscita di fluido nella retina. Durante lo studio, il trattamento è stato ben tollerato e viene somministrato ogni 3-4 mesi in oltre il 75% dei pazienti e non ogni 2 come l’attuale standard terapeutico.

Faricimab è il primo e unico farmaco bispecifico iniettabile nell’occhio che è stato approvato da FDA. Con questa terapia i pazienti potranno conservare la vista riducendo il numero di iniezioni che dovranno effettuare durante la loro vita. Si tratta di una valida alternativa efficace alle terapie in uso, aggiungendo il vantaggio di aumentare l’intervallo di tempo tra le somministrazioni. Ad oggi, ogni anno vengono eseguite circa 6.000 iniezioni oculari nel nostro reparto, con il coinvolgimento di team dedicato a questi trattamenti. Questa nuova terapia in primis avrà un impatto positivo sui pazienti facilitando la compliance delle somministrazioni, in modo da prevenire più efficacemente la cecità, ma anche sulle attività sanitarie” ha spiegato Francesco Viola, direttore dell’Oculistica del nostro Ospedale e professore associato dell’Università di Milano.

Vai allo studio https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35085502/