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17/05 2021
Salute e Ricerca

#Formazione. [22.05] Mangiagalli Journal Club, 15° incontro dedicato all'evoluzione della isterectomia

Evoluzione dell’isterectomia per patologie benigne: quale spazio è rimasto per l’isterectomia vaginale?

L’asportazione dell’utero è la procedura chirurgica più frequente dopo il taglio cesareo. Ogni anno centinaia di migliaia di donne si sottopongono a isterectomia, specialmente per condizioni benigne, inclusi fibromi e mestruazioni emorragiche.

Nel secolo scorso, l’utero era asportato per via laparotomica o per via vaginale. Quest’ultimo approccio è sempre stato considerato il “fiore all’occhiello” della chirurgia ginecologica, al punto che in passato la capacità di un operatore di rimuovere in sicurezza per via vaginale uteri notevolmente aumentati di volume costituiva un indicatore del livello tecnico complessivo raggiunto.

Tuttavia, la “rivoluzione laparoscopica” non ha risparmiato l’isterectomia, nonostante l’asportazione dell’utero per via endoscopica avesse inizialmente creato resistenze e innescato dibattiti sul ruolo che tale modalità dovesse avere.

Indipendentemente da ogni considerazione anatomica e tecnica, la realtà clinica quotidiana è stata di fatto sostanzialmente modificata dall’implementazione dell’isterectomia laparoscopica. Se da un lato la laparoscopia ha parzialmente sostituito la via addominale, dall’altro il suo avvento ha comportato una riduzione anche delle indicazioni vaginali. Questo, almeno in teoria, non sarebbe dovuto accadere. Tuttavia, molti chirurghi oggi sostengono che è ben più sicuro asportare un utero con fibromi per via laparoscopica, piuttosto che sottoporre la medesima paziente a un’isterectomia vaginale complessa.

Inoltre, molti giovani chirurghi che non hanno avuto modo di formarsi adeguatamente alle tecniche vaginali, sono più in confidenza con l’approccio laparoscopico. Il rischio è che la tradizione vaginalista vada progressivamente persa con l’avvicendarsi di nuove generazioni di ginecologi.

In questo scenario generale, quale spazio dev’essere ragionevolmente conservato per la “time-honored” isterectomia vaginale? Con l’eccezione degli interventi per prolasso genitale, insistere sulla via vaginale significa voler rimanere legati a un retaggio ormai superato o implica la conferma di una valida tradizione ginecologica? Quanto e come la realtà attuale è influenzata da mode scientifiche, “integralismi” chirurgici o acritiche nostalgie del passato?

Nella prossima Mangiagalli Journal Club Lecture parleremo di tutto ciò con un relatore d’eccezione. Ospiteremo il Professor Massimo Candiani, esponente di spicco della ginecologia Italiana, che coniuga eccellenti doti tecniche con una profonda esperienza in tutti gli approcci all’isterectomia. Oltre a essere laparoscopista di fama internazionale, Massimo Candiani ha avuto il privilegio di ereditare dall’illustre padre, grande maestro di chirurgia, una solida formazione vaginalista.

Solo chi non è limitato nelle indicazioni può esprimere una visione bilanciata su come dovrebbe svilupparsi il nostro approccio a una procedura che ha un impatto rilevante sulla salute delle donne, influenza i programmi di formazione degli specializzandi e impegna una larga quantità di risorse sanitarie.

Partecipa al webinar di sabato 22 maggio ore 10:00

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Il webinar è gratuito, si rivolge a medici, ostetriche, infermieri e biologi, e fa parte del ciclo di incontri del Mangiagalli Journal Club 2021- Educazione Continua in Ostetricia e Ginecologia.

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