notizia
24/12 2020
Salute e Ricerca

Anna e il gioco più rischioso

La mia Anna aveva compiuto tre anni la settimana prima. Eravamo andati dai nonni, che le avevano regalato un nuovo maglioncino. Era così felice. È stato assurdo vederla solo pochi giorni dopo in quello stesso maglioncino, tra le mie braccia, scossa da una tosse molto forte. Lei, così leggera. Io, così impotente.

Così ci siamo presentati al Pronto Soccorso Pediatrico del Policlinico. Non pensavo di poter essere più spaventato di quanto già non fossi, ma appena entrati al triage Anna ha iniziato a perdere saliva dalla bocca. Per fortuna l’infermiere che ci ha accolti era gentile. Mi ha chiesto: non è che Anna ha ingerito qualche oggetto? Subito è arrivata alla mia mente l’immagine delle monetine. Quelle stupide monetine che avevo appoggiato sul tavolo rientrato in casa, il tavolo su cui Anna stava colorando… questione di cinque minuti. Troppi.

Mi aspettavo un giudizio da parte dell’infermiere, ma ho ricevuto solo indicazioni e comprensione. Di casi simili ne vedono ogni giorno, lì al Pronto Soccorso Pediatrico, e sanno prenderli per quello che sono: incidenti.

Hanno subito visitato Anna e mi hanno confermato che c’era in effetti una moneta, che rischiava di bloccarle il respiro: dovevo tenerla ferma e tranquilla per evitarlo, in attesa dell’intervento di estrazione. Per fortuna un papà sa come distrarre la propria bimba, anche in una situazione simile: ho iniziato a raccontare ad Anna delle storie inventate, una dopo l’altra. A un certo punto però ha iniziato a tossire sempre più forte: pensavo fosse un brutto segno, ma con l’ultimo colpo di tosse vediamo cadere per terra una monetina da 20 centesimi. Chiamo subito l’infermiere, entusiasta: credevo che il corpo della mia bambina avesse trovato da solo la via per salvarsi. Ma non lo vedevo convinto. Mi ha fatto notare che la salivazione di Anna era ancora eccessiva. Non era finita.
Grazie allo scrupolo di quell’infermiere siamo rimasti per fare l’imaging radiologica prescritta dal pediatra, che ha rivelato altre due monetine: una nell’esofago e un’altra nella faringe. Le hanno estratte in urgenza: non è stato piacevole per Anna, ma è stata la sua salvezza. E questo è tutto ciò che conta.

Se questo Natale siamo insieme, sereni, lo dobbiamo al Pronto Soccorso Pediatrico del Policlinico di Milano. All’ingresso di casa nostra, di fianco al presepe, abbiamo messo un piccolo salvadanaio: ora le monete, appena entrato in casa, le metto subito lì. Un giorno, saranno tutte di Anna.