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30/11 2020
Salute e Ricerca

Le otiti sono tutte uguali? Risponde l'esperto

— di Valentina Meschia


Caratterizzate tutte da un dolore persisente all'orrecchio, dal punto di vista medico esistono 4 differenti forme di otite. Ce ne parla Sara Torretta, otorinolaringoiatra del Policlinico di Milano.

OTITE MEDIA ACUTA

Quella più comune nel bambino, la cosiddetta otite media acuta, consiste in un’infezione batterica della cavità del timpano, che può manifestarsi con dolore all’orecchio, febbre, irritabilità e, talora, fuoriuscita di liquido purulento dal condotto uditivo. Essa è dovuta alla risalita di batteri dal rinofaringe, attraverso la tuba di Eustachio, nella cavità del timpano (orecchio medio) e necessita di valutazione medica per la diagnosi, il trattamento (che prevede antibiotici sistemici ed analgesici) e la monitorizzazione dell’evoluzione clinica. Se non propriamente riconosciuta e trattata può determinare l’insorgenza di complicanze anche gravi.


OTITE MEDIA CRONICA

In alcuni casi particolari, specie in presenza di fattori predisponenti, le infezioni possono ricorrere nel tempo e cronicizzarsi, con lo sviluppo di un’otite media cronica. Essa si caratterizza per la presenza di una perforazione cronica della membrana timpanica con periodiche recrudescenze infettive che si manifestano con dolore auricolare e fuoriuscita di liquido purulento dall’orecchio. Tale condizione può determinare compromissione uditiva e richiede una gestione specialistica ORL, finalizzata a ridurre il numero di recrudescenze infettive e stabilire l’iter diagnostico-terapeutico più appropriato. Di fondamentale importanza è, in questi pazienti, evitare assolutamente di bagnare l’orecchio; il trattamento prevede, in fase acuta, l’utilizzo di terapie antibiotiche locali e sistemiche. Il trattamento chirurgico è la terapia definitiva, finalizzata a ricostruire la membrana timpanica e, eventualmente, bonificare i focolai infettivi a livello dell’orecchio medio e delle strutture annesse.


OTITE MEDIA EFFUSIVA

L’otite media effusiva rappresenta invece la persistenza di catarro sterile all’interno della cavità del timpano, conseguenza di un processo infiammatorio delle vie aeree superiori o di un’otite media acuta. Quest’ultima infatti, superata la fase infiammatoria acuta, risolve lasciando residui catarrali nella cavità del timpano che, generalmente, verranno poi spontaneamente eliminati. In alcuni casi tuttavia (infezioni ricorrenti, patologia adenoidea associata, peculiarità anatomica), la raccolta catarrale persiste, si cronicizza e diventa particolarmente densa. Tale condizione, a lungo andare determina alterazioni della membrana timpanica e delle strutture della cavità del timpano e riduzione dell’udito. La terapia delle forme croniche prevede il trattamento della cause predisponente (es. patologia adenoidea), le cure termali, la riabilitazione della funzionalità tubarica mediante ginnastica tubarica (attuabile dal logopedista in centri specializzati e mirata a rinforzare la muscolatura coinvolta nell’apertura della tuba di Eustachio) e l’evacuazione chirurgica della raccolta catarrale mediante una piccola incisione della membrana timpanica, l’aspirazione del catarro e l’eventuale posizionamento di un tubicino di drenaggio.
 


OTITE ESTERNA

L’otite esterna è una patologia che interessa la cute del condotto uditivo esterno che consegue un’infezione spesso contratta dal contatto con acqua contaminata. E’ pertanto particolarmente frequente nei mesi estivi, dopo esposizione in piscine\acque marine contaminate. Ogni condizione che causa un’alterazione della barriera cutanea a livello del condotto uditivo (piccole lesioni, traumatismi da grattamento e utilizzo di cottonfioc, dermatiti ed eczemi) è favorente. Una categoria di pazienti particolarmente a rischio è rappresentata dai diabetici, in cui la malattia può avere un’evoluzione grave ed un andamento subdolo. La sintomatologia dell’otite esterna si caratterizza per un dolore auricolare anche molto intenso, fuoriuscita di liquido\sensazione di orecchio umido, prurito e ovattamento auricolare. La terapia cardine è rappresentata dalla toelette auricolare e dalle medicazioni auricolari ripetute, effettuate dallo specialista ORL e al domicilio dal paziente, mediante l’ausilio di prodotti locali a base di antibiotici e cortisone. Assolutamente da evitare è l’ingresso di acqua nell’orecchio, che deve essere inoltre manipolato il meno possibile, al fine di ridurre il rischio di mantenimento dell’infezione e di propagazione all’orecchio controlaterale.