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31/05 2020
Attualità Salute e Ricerca

#Covid19: più rischi e stress per i fumatori

— di Valentina Meschia

L’infezione da Coronavirus colpisce in particolare i polmoni e nei casi più gravi può evolvere in polmonite. Essere un fumatore aumenta il rischio di complicanze in caso di Covid19? I fumatori sono più a rischio di contagio?
Ne parliamo con Gianna Maria Agnelli, del Centro Antifumo del Policlinico di Milano.


Perché i fumatori sono più a rischio di ammalarsi di Covid-19?
Non ci sono ancora dati scientifici certi, secondo il Ministero della Salute le ragioni sembrano essere principalmente di due tipi. Da una parte c’è l’aspetto comportamentale legato alla gestualità del fumare che porta sia a dover abbassare o togliere la mascherina in circostanze in cui è raccomandato indossarla, sia ad avvicinare ripetutamente le mani alla bocca, aumentando il rischio di ingresso del virus. Dall’altra, come è ormai noto da più di 50 anni, il fumo ha un effetto negativo sulla salute dell’intero organismo, indebolisce il sistema immunitario, danneggia i polmoni e i bronchi e predispone alle infezioni delle vie respiratorie.

Come mai la malattia nei fumatori si presenta con sintomi più gravi?
Nel caso in cui un fumatore contragga Covid-19, studi recenti riportati dall’Istituto Superiore di Sanità hanno evidenziato un aumento significativo di almeno 3 volte del  rischio di sviluppare gravi complicanze come le polmoniti severe, rispetto ai non fumatori. I fumatori, spesso, presentano patologie fumo correlate che danneggiano e alterano la normale funzionalità dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio, come bronchite cronica, insufficienza respiratoria, diabete e ipertensione, rendendoli più vulnerabili.

Come ha influito il lockdown su fumatori ed ex-fumatori?
Stiamo riscontrando come il distanziamento sociale, l’isolamento e lo stare in casa possono incidere negativamente sulla qualità di vita e portano stress, tensione ed insoddisfazione. Questo può causare o accentuare sintomi di natura ansiosa e depressiva, e i disturbi nel sonno, che a loro volta inducono ad un aumento del numero di sigarette nei fumatori e a ricadute in coloro che avevano smesso. Inoltre, con il lockdown non era possibile svolgere attività sportive, culturali e ludiche, un valido aiuto nel percorso di disassuefazione. D’altro canto però, per alcuni fumatori, la maggiore vulnerabilità e il rischio di ammalarsi è un incentivo a smettere.

Il Centro Antifumo del Policlinico di Milano come ha gestito questa situazione?
Per non lasciare soli i fumatori e gli ex-fumatori e garantire il supporto psicologico motivazionale e la continuità terapeutica organizziamo colloqui telefonici. L’iniziativa è accolta con grande entusiasmo e attualmente sono 20 i pazienti che seguiamo a distanza. Stiamo anche collaborando con altri Centri Antifumo ad uno studio per valutare l’impatto dell’emergenza sanitaria sull’abitudine al fumo.