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30/01 2020
Salute e Ricerca

Non è difficile, se sai come farlo. Gluten Detect, il test che va "a caccia" del glutine

— di Lino Grossano

A chi non è capitato di sentirsi stanco, e con difficoltà a concentrarsi in ufficio? Succede davvero a tutti: soprattutto se si hanno 35 anni e si fa un lavoro moltoimpegnativo, come Laura. Dopotutto Laura soffre da tanti anni di anemia da carenza di ferro, una cosa davvero molto frequente nelle donne: prende già un integratore, non è preoccupata. Però, a pensarci bene, è già da qualche mese che si sente un po' scombussolata. Di recente si è anche aggiunta una diarrea cronica che non la fa sentire tranquilla. Il medico le consiglia un test per la celiachia: il primo risultato è positivo, ma per avere una diagnosi certa serve fare una biopsia. È una procedura semplice, mininvasiva, che conferma il risultato: l'intestino di Laura ha segni di atrofia, ed è proprio quello il segnale della celiachia. Dovrà mangiare senza glutine, ma almeno ora potrà stare bene. E ora, che fare? Da chi farsi seguire? Servono dei controlli periodici oppure no? Come imparare a mangiare correttamente? E sua figlia, che ha solo 6 anni, potrà diventare celiaca? I dubbi sono tanti, ed è per questo che Laura vuole affidarsi a degli specialisti. Li trova al Centro per la Prevenzione e Diagnosi della Malattia Celiaca del Policlinico di Milano. "La celiachia - spiega Luca Elli, referente del Centro celiachia al Policlinico - è una patologia autoimmune scatenata dall'alimentazione con glutine, e porta a un'atrofia del piccolo intestino e ad un possibile malassorbimento degli alimenti. In Italia ne soffre lo 0.5-1.0% della popolazione, anche se negli ultimi anni si è assistito ad un aumento di casi. Il motivo è legato sia a un miglioramento degli esami per scoprire la patologia, sia ad un suo reale incremento". Come si diventa celiaci? Di celiachia si sente parlare spesso, ma non sempre è chiaro a tutti in cosa consiste. Ad esempio, celiaci si nasce o lo si diventa? "Si nasce con la predisposizione genetica, ma non tutte le persone predisposte diventano celiache. È una malattia multifattoriale, ovvero sono tanti i fattori che possono scatenarla, e può insorgere a qualsiasi età". Anche per questo, una delle prime cose che il Centro mette in atto con Laura è un piano di controlli periodici, che prevede esami del sangue nel tempo e uno screening dei famigliari di primo grado. È così che scopre, prima della comparsa di qualsiasi sintomo, che anche sua figlia è celiaca. "Attualmente - continua Elli - questa è considerata una patologia cronica senza possibilità di regressione. La persona che si scopre celiaca e si affida al nostro Centro viene visitata da un gastroenterologo, che valuta il tipo di monitoraggio migliore per lei. Nei pazienti senza particolari altre patologie è previsto un controllo clinico con esami del sangue una volta l'anno, ed è possibile anche ricevere supporto dal punto di vista nutrizionale. In pazienti che invece abbiano anche altre malattie, soprattutto se autoimmuni, intervengono in squadra diversi specialisti, che valutano il singolo caso e possono programmare eventuali approfondimenti".

Il Policlinico è anche il primo centro pubblico italiano a rendere disponibile un test innovativo, molto importante per seguire nel tempo i pazienti celiaci e controllare costantemente la loro risposta alla dieta senza glutine. Il test si chiama Gluten Detect, ed è in grado di 'stanare' i frammenti di glutine che vengono trattenuti nelle feci. "In questo modo - spiega l'esperto - si può capire se vi siano delle contaminazioni nella dieta e quindi se i sintomi riportati dal paziente siano causati da un'alimentazione scorretta, oppure se vanno approfonditi in qualche altro modo". Il test è erogato dal Servizio sanitario nazionale al solo costo del ticket, ed è indicato principalmente ai pazienti celiaci che non rispondono alla dieta senza glutine, anche se la sua utilità può essere estesa teoricamente a tutti coloro che hanno questa intolleranza.

"Questo test - conclude l'esperto - ci aiuta a tarare meglio il percorso che affronta la persona con celiachia: serve infatti a capire se vi siano delle ingestioni inconsapevoli di glutine e quindi ad indirizzare meglio il paziente da un punto di vista nutrizionale".
Ora che Laura segue una alimentazione adatta, la sua qualità di vita è cambiata radicalmente. È più energica, si concentra proprio come faceva una volta, ed è più serena. Sceglie i cibi con cura, con più consapevolezza, e qualche volta cucina con la sua bimba. Non è difficile - si ripete sempre - se sai come farlo.

 

Un Centro ‘su misura’per i celiaci


Il Centro per la Prevenzione e Diagnosi della Malattia Celiaca del Policlinico di Milano segue circa 3mila pazienti l’anno, soprattutto adulti tra i 30 e i 40 anni. Parte dell’Unità di Gastroenterologia ed Endoscopia, nel Centro i pazienti trovano un percorso diagnostico e terapeutico completo: oltre al personale specializzato in gastroenterologia, c’è un team di altri medici e nutrizionisti in grado di valutare e seguire problemi specifici di ciascun paziente, diventando così un importante punto di riferimento regionale e nazionale. Infine, il Centro è molto attivo nella ricerca scientifica, e i suoi studi puntano sempre più a comprendere i meccanismi fondamentali con cui questa patologia si sviluppa, ma anche ad elaborare terapie alternative alla dieta priva di glutine.

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“Centro Celiachia”
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Tratto da Blister, il magazine del Policlinico per curare l'attesa