Centro Operativo Regionale - Tumori professionali della Lombardia
Tumori di origine professionale
I tumori maligni rappresentano la principale causa di morte a livello globale. Tra le possibili cause, oltre ai fattori individuali e ambientali, un ruolo significativo può essere attribuito anche all’esposizione professionale a sostanze cancerogene.
Per tumore professionale si intende una patologia neoplastica la cui insorgenza risulta causata dall’attività lavorativa. L’esposizione ad agenti cancerogeni nei luoghi di lavoro può agire sia come causa determinante unica, sia come concausa (cioè assieme ad altri cancerogeni); ciò significa che il tumore è considerato professionale anche se la persona è stata esposta ad altri cancerogeni (ad esempio il fumo di tabacco o un’infezione).
Nonostante siano noti oltre 460 agenti o lavorazioni potenzialmente a rischio, la stima dei tumori attribuibili al lavoro è di circa il 4 %.
Tuttavia, va considerato che la frazione attribuibile all’occupazione è molto più alta per mesoteliomi e tumori naso-sinusali (cosiddetti tumori ad alta frazione) e più bassa, ma comunque rilevante, per altri tumori, in particolare il tumore del polmone, della vescica, della laringe, e altri (cosiddetti tumori a bassa frazione).
Le difficoltà diagnostiche, il lungo periodo di latenza della malattia (in alcuni casi, anche di 40–50 anni), la complessità nella ricostruzione della storia lavorativa e la scarsa familiarità con l’iter medico-legale rendono difficile l’identificazione dei tumori professionali.
Per rispondere a queste criticità e garantire una sorveglianza più efficace dei tumori a possibile origine professionale sono stati istituiti tre registri nazionali specializzati presso INAIL (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro):
- ReNaM (Registro Nazionale Mesoteliomi),
- ReNaTuNS (Registro Nazionale Tumori Naso-Sinusali) e
- ReNalOCCAM (Registro Nazionale Tumori a più bassa frazione eziologica professionale).
I tre registri si avvalgono di COR, Centri Operativi Regionali.
I tre COR ovvero COR Mesoteliomi, il COR TuNS e il COR Tumori a più bassa frazione eziologica professionale della Lombardia, sono collocati nella Medicina del Lavoro del Policlinico di Milano, nella sede nota come Clinica del Lavoro “Luigi Devoto”, considerato il primo istituto di Medicina del Lavoro al mondo.
Nel 2024 sono stati denunciati all’Istituto assicuratore circa 2.300 casi di tumore professionale, un numero decisamente inferiore rispetto all’atteso di circa 15.000, considerando una frazione professionale del 4% applicata al numero totale di nuove diagnosi di tumore in Italia (circa 390.000 AIOM-AIRTUM 2024).
COR Mesoteliomi Lombardia
Il COR Mesoteliomi Lombardia è un registro di patologia attivo dal 1° gennaio 2000 collocato alla Medicina del Lavoro del Policlinico di Milano.
Il Registro raccoglie tutti i casi di mesotelioma di pleura, peritoneo, pericardio e tunica vaginale del testicolo diagnosticati in soggetti residenti in Lombardia.
Obiettivi del COR Mesoteliomi Lombardia
- Stimare l’incidenza dei mesoteliomi maligni in Lombardia;
- Raccogliere informazioni sull’esposizione pregressa ad amianto;
- Valutare l’impatto degli usi industriali dell’amianto;
- Individuare eventuali nuove fonti di contaminazione;
- Promuovere progetti di ricerca specifici;
- Fornire supporto clinico e medico-legale a pazienti e familiari.
Il mesotelioma, patologia rara legata all’esposizione ad amianto anche a basse dosi, è considerato un "evento sentinella" di contaminazione ambientale. Dal 2000 il COR ha raccolto e approfondito oltre 10.000 casi (circa un terzo del totale dei casi rilevati a livello nazionale).
Relazione Mesoteliomi Anni 2023-2024
Il mesotelioma può insorgere a carico delle membrane sierose della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo ed è in gran parte causato dall’esposizione ad amianto, bandito nel nostro Paese dalla Legge n. 257 del 1992, con la proibizione di ogni attività di estrazione, lavorazione, commercio e importazione.
Prima del bando, l’amianto è stato utilizzato in maniera intensa in numerosi comparti industriali ed in particolare nella produzione di manufatti in cemento-amianto (eternit), nella cantieristica navale e nell’attività di coibentazione delle carrozze ferroviarie, in edilizia. Inoltre, le particolari caratteristiche di lavorabilità e di resistenza al calore e l’ampia disponibilità, hanno facilitato nel nostro Paese l’utilizzo di amianto in un vastissimo spettro di attività industriali, con la conseguenza di un rischio di esposizione anche in contesti inattesi, sia di natura occupazionale che residenziale.
I dati di incidenza raccolti dal Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM) sono concordi nello stimare in circa 1.500 i nuovi casi di mesotelioma che insorgono ogni anno nel nostro Paese, con una tendenza alla riduzione dei tassi di incidenza nei prossimi anni come conseguenza del bando (circa un terzo del totale dei casi registrati a livello nazionale proviene dal COR Lombardia).
LEGGI LE NEWS:
23/06/2025 Una messa a dimora dal significato speciale ha avuto luogo oggi al Policlinico di Milano: è stato piantato un giovane esemplare di Davidia involucrata, ma a mettere radici sempre più profonde è l’impegno della...
30/08/2023 Quando si parla di inquinamento si pensa soprattutto all’ambiente esterno, allo smog e alla contaminazione di aria e acqua. Invece esiste anche un inquinamento domestico che interessa la nostra casa, il luogo dove trascorriamo...
01/06/2023 Sviluppare strumenti innovativi di sorveglianza epidemiologica per le malattie correlate all’amianto - in particolare il mesotelioma maligno - e di supporto psicologico per chi è stato esposto a questa sostanza e ai...
COR TuNS Lombardia
Dal 2008 il COR TuNS Lombardia raccoglie i tumori maligni naso-sinusali (che insorgono cioè nelle cavità nasali e nei seni paranasali), anch’essi con possibile origine professionale. Sono neoplasie molto rare nella popolazione generale, ma relativamente frequenti in alcune coorti lavorative. La maggioranza dei casi infatti è stata esposta a polveri di legno (in segherie e falegnamerie, durante operazioni di taglio, piallatura, carteggiatura, uso di segatura) e polveri di cuoio (produzione di pelletteria e calzature); una percentuale minore a nichel.
Sono circa 600 i nuovi casi all’anno in Italia, di cui 60 solo in Lombardia.
COR Tumori a più bassa frazione eziologica professionale Lombardia
L’esposizione a cancerogeni nei luoghi di lavoro può avere un ruolo determinante nel processo eziopatologico anche per altre sedi anatomiche di insorgenza, in particolare polmone, vescica, laringe, cute e sangue (sistema linfoemopoietico). Pur essendo a più bassa frazione eziologica professionale hanno un impatto sanitario elevato, in quanto sono neoplasie frequenti nella popolazione (in particolare il tumore al polmone).
I rischi cancerogeni sul lavoro sono ampi e coinvolgono l'esposizione a polveri (legno, cuoio, silice), prodotti chimici (benzene, cromo, nichel) e fibre (amianto), agenti biologici (virus, batteri), agenti fisici (radiazioni e radon) con effetti che possono coinvolgere quasi tutti gli organi.
Settori lavorativi e Agenti Cancerogeni a Rischio per i Lavoratori
Di seguito i principali settori occupazionali a rischio di esposizione ad agenti cancerogeni, specificando l'agente e l'organo bersaglio più colpito:
-
Lavorazione del Legno (Polvere di legno): colpisce il rinofaringe. L'esposizione avviene in operazioni come taglio, piallatura, carteggiatura e pulizia, uso di segatura.
-
Industria della Gomma: rischio per vescica, polmone e sistema emolinfopoietico.
-
Benzene: rischio per il sistema emolinfopoietico (leucemie, linfomi,mielomi). È usato in carburanti nella produzione di coloranti, farmaci ed esplosivi. L'esposizione avviene nella raffinazione del petrolio e nelle operazioni di rifornimento (benzinai) e nel traffico veicolare.
-
Composti del Cromo Esavalente: colpisce il polmone. Presente in saldatura, placcatura, verniciatura di metalli e nell'industria galvanica.
-
Composti del Nichel: colpisce il polmone. Si trova nella produzione/lavorazione dell'acciaio, galvanica, saldatura, batterie e nell'industria chimica.
-
Silice Libera Cristallina (polveri di quarzo): colpisce polmone e apparato respiratorio. Si libera dall'uso di minerali contenenti quarzo in settori come l'estrattivo, manifatturiero, farmaceutico. Il settore con più casi è l'edilizia.
-
Radiazioni solari: colpiscono la pelle (carcinomi squamocellulari e basocellulari, melanomi). L'esposizione avviene nei lavori all'aperto (in Lombardia soprattutto edilizia e agricoltura).
La IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) pubblica costanti aggiornamenti di sostanze e lavorazioni che possono essere cancerogene per chi è esposto in ambito lavorativo.
Aggiornato alle 15:49 del 29/12/2025
