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16/10 2026
Attualità Salute

30 anni di trapianti di polmone al Policlinico di Milano: una storia di innovazione, ricerca e nuove possibilità di cura

— di Redazione

Trent'anni di trapianti di polmone, di sfide affrontate e di traguardi che hanno contribuito a cambiare le possibilità di cura per molti pazienti con gravi malattie respiratorie.

Il Policlinico di Milano celebra i 30 anni dall'avvio del suo programma di trapianto polmonare, un percorso di innovazione, ricerca e lavoro di squadra che ha accompagnato l'evoluzione della medicina dei trapianti in Italia, offrendo a tante persone una nuova possibilità di vita.

Una storia iniziata nel 1996, grazie alla visione del professor Luigi Santambrogio, già direttore della Chirurgia Toracica e Trapianti di Polmone, che ha fortemente voluto la nascita del programma. Le sue radici risalgono però al 1983, quando al Policlinico veniva eseguito il primo trapianto cuore-polmone in Italia.

Da allora, l'Ospedale è stato protagonista di importanti innovazioni: dalla perfusione polmonare ex vivo, introdotta nel 2011 per valutare e ricondizionare gli organi prima del trapianto, al primo trapianto italiano da donatore a cuore fermo nel 2014. Nel 2020, durante la pandemia, il Policlinico ha eseguito il primo doppio trapianto di polmone in Europa su un ragazzo di 18 anni con danni polmonari irreversibili causati dal Covid-19. Fino ad arrivare all'agosto 2026, con il primo intervento in Italia che ha combinato la sostituzione della valvola mitralica e un doppio trapianto di polmone.

Risultati che raccontano il valore della ricerca, dell'innovazione e della collaborazione tra specialisti diversi. Un patrimonio di competenze costruito nel tempo, anche grazie al contributo di Mario Nosotti, direttore della Chirurgia Toracica e Trapianti di Polmone del Policlinico di Milano e professore ordinario dell'Università degli Studi di Milano, che si appresta a concludere il proprio percorso professionale con il pensionamento.

“Trent'anni fa il trapianto di polmone rappresentava una sfida importante. Oggi possiamo guardare a un percorso fatto di progressi scientifici e nuove possibilità di cura. Il risultato più importante, però, è aver costruito una squadra, nella quale competenze diverse operano per un obiettivo comune. Ora è il momento di guardare con gratitudine a quanto realizzato e con fiducia alle nuove generazioni che continueranno a scrivere questa storia”, sottolinea Mario Nosotti.

A ripercorrere questi 30 anni e a guardare alle sfide del futuro è il convegno internazionale “30 Years of Wonder – Honouring Our Legacy, Shaping the Future”, che si svolge oggi e domani 17 ottobre, con la partecipazione di esperti italiani ed europei. Chair dell'evento è Lorenzo Rosso, chirurgo della Chirurgia Toracica e Trapianti di Polmone del Policlinico di Milano e docente dell'Università degli Studi di Milano, affiancato dalla Co-Chair Letizia Corinna Morlacchi, pneumologa della Pneumologia e Fibrosi Cistica del Policlinico di Milano e ricercatrice dell'Università degli Studi di Milano.

Dietro questi 30 anni di progressi ci sono soprattutto le storie delle persone. Donne e uomini, giovani e anziani, che grazie ai trapianti e alle nuove possibilità offerte dalla medicina hanno potuto ricominciare a vivere, insieme alle loro famiglie, una quotidianità che sembrava perduta. Storie rese possibili dall'impegno dei professionisti, ma anche da un gesto fondamentale: la donazione degli organi, un atto di generosità che può salvare la vita e offrire ad altre persone la possibilità di un nuovo inizio.

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