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15/09 2026
Attualità Salute

Fratture costali: nuove frontiere chirurgiche mininvasive al Policlinico di Milano

Incidenti stradali, cadute dall’alto o traumi accidentali possono provocare fratture costali multiple, con dolore intenso e, nei casi più complessi, difficoltà respiratorie. Ma quando è davvero necessario intervenire chirurgicamente? Al Policlinico di Milano la risposta arriva da un percorso multidisciplinare dedicato ai traumi chiusi del torace, sviluppato da Hayato Kurihara, direttore della Chirurgia d’Urgenza, in sinergia con Matteo Cimino, chirurgo della stessa équipe, e con il coinvolgimento del Pronto Soccorso, dell’Anestesia e della Terapia Intensiva. Un percorso che oggi può contare anche sulla fissazione chirurgica interna toracoscopica, una tecnica mininvasiva che, nei pazienti selezionati, permette di stabilizzare le coste dall’interno del torace attraverso piccole incisioni, riducendo il trauma chirurgico e favorendo un recupero più rapido.

Nella maggior parte dei casi le fratture costali guariscono senza necessità di un intervento chirurgico, attraverso un adeguato controllo del dolore e un’attenta gestione clinica. In alcuni pazienti, però, il dolore può essere difficilmente controllabile oppure possono comparire importanti difficoltà respiratorie: è soprattutto in queste situazioni che può essere presa in considerazione la stabilizzazione chirurgica della parete toracica. E non è necessariamente il numero di coste fratturate a determinare la scelta. Un paziente con numerose fratture può rispondere bene alla terapia per il dolore e non avere bisogno dell’intervento; al contrario, anche un numero inferiore di fratture può avere conseguenze importanti sulla respirazione o provocare un dolore difficile da controllare.

L’intervento chirurgico è soltanto una parte del percorso. Il vero valore aggiunto è riuscire a selezionare con attenzione i pazienti che possono realmente beneficiarne – spiega Hayato Kurihara –. I singoli casi vengono discussi in maniera multidisciplinare con anestesisti e rianimatori, valutando passo dopo passo l’evoluzione clinica del paziente”.

Al Policlinico di Milano la stabilizzazione chirurgica delle fratture costali viene eseguita già da alcuni anni. L’evoluzione delle tecnologie consente ora di affiancare agli approcci già utilizzati la fissazione chirurgica interna toracoscopica, una tecnica ancora poco diffusa nei centri italiani, che permette al chirurgo di lavorare all’interno della cavità toracica e di posizionare le placche sulla superficie interna delle coste. “Il principio è quello di rinforzare la parete toracica dall’interno – continua Kurihara –. Possiamo farlo attraverso piccole incisioni, in alcuni casi di pochi centimetri, riducendo l’invasività rispetto a un approccio chirurgico tradizionale. Nei pazienti selezionati questo significa meno dolore postoperatorio e un recupero più rapido”. La toracoscopia offre anche un altro vantaggio: consente di osservare direttamente la cavità toracica durante l’intervento, valutare eventuali lesioni associate al trauma e, quando necessario, rimuovere raccolte presenti nel torace.

La tecnica rappresenta però solo uno dei passaggi di un percorso che comincia molto prima della sala operatoria. La valutazione parte già dal Pronto Soccorso e prosegue con il coinvolgimento della Chirurgia d’Urgenza, dell’Anestesia e della Terapia Intensiva. Quando le condizioni cliniche lo consentono, il team valuta l’evoluzione del dolore e della funzionalità respiratoria prima di decidere se la chirurgia rappresenti davvero la soluzione più appropriata.
L’introduzione della fissazione interna toracoscopica è stata resa possibile anche grazie al supporto della Farmacia e della catena di approvvigionamento del Policlinico di Milano per la disponibilità dei nuovi dispositivi e al percorso di formazione necessario per utilizzare la tecnica.

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