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31/03 2026
Attualità Salute

Trapianto di rene da donatore vivente: Il Policlinico di Milano tra i primi in Italia a introdurre “Fast Track”, il programma che riduce i tempi e può evitare la dialisi

— di Monica Cremonesi

Rendere il trapianto di rene da donatore vivente più rapido, accessibile e soprattutto anticipato rispetto alla dialisi: è questo l’obiettivo del nuovo programma “Fast Track” sviluppato al Policlinico di Milano.

I risultati di questa nuova procedura, pubblicati sul Giornale Italiano di Nefrologia, dimostrano come una riorganizzazione del percorso clinico possa incidere in modo concreto su uno dei principali limiti alla diffusione del trapianto da vivente: i tempi lunghi e complessi della valutazione di donatore e ricevente.

Il programma Fast Track concentra infatti in soli cinque giorni, in regime ambulatoriale, tutti gli esami, le visite specialistiche e le valutazioni necessarie per stabilire l’idoneità al trapianto. Un approccio che consente di passare da un percorso tradizionale di diversi mesi a una valutazione intensiva, coordinata e multidisciplinare, con un impatto diretto sui tempi complessivi.

Il modello è stato progettato anche per semplificare la vita ai pazienti che provengono da fuori regione: concentrare tutto in pochi giorni riduce spostamenti, costi e disagi organizzativi. La procedura, infatti, permette di portare al trapianto le coppie entro tre mesi.

Il Policlinico di Milano è tra i primi in Italia ad avere questo percorso che ha portato nel 2025, per quanto riguarda i trapianti di rene da vivente, a raggiungere una percentuale di successo del 70%.

Dallo studio emerge che il tempo mediano per arrivare al trapianto si riduce significativamente e che, soprattutto, aumenta in modo rilevante la possibilità di eseguire il trapianto in fase pre-emptive, cioè prima dell’inizio della dialisi. Questo aspetto è cruciale: evitare o ritardare la dialisi significa ridurre complicanze cliniche, migliorare la qualità di vita dei pazienti e aumentare le probabilità di successo del trapianto stesso.

La dialisi, pur essendo una terapia salvavita, comporta infatti un impatto importante sulla vita quotidiana, con trattamenti frequenti, ospedalizzazioni, limitazioni personali e un rischio aumentato di complicanze nel tempo. Intervenire prima che diventi necessaria rappresenta quindi un beneficio clinico e umano di grande rilievo.

Il Centro Trapianti di Rene del Policlinico di Milano, costituito dal team di Nefrologia, Dialisi e Trapianti di Rene diretto da Giuseppe Castellano e dal team di Chirurgia Generale – Trapianti di Rene diretto da Mariano Ferraresso, è uno dei principali punti di riferimento a livello nazionale per il trapianto renale, grazie a un’attività clinica integrata tra nefrologi, chirurghi, infermieri dedicati e personale sanitario e amministrativo specializzato. Il programma per il trapianto da donatore vivente si inserisce in un percorso consolidato di eccellenza iniziato nel 1969 che comprende tutte le fasi, dalla valutazione alla chirurgia fino al follow-up a lungo termine.

Lo studio inoltre, riporta alcuni dati importanti da sottolineare come per esempio che in Italia circa 6.000 pazienti, pari ad appena il 12% di tutti i pazienti in dialisi, sono attualmente in lista d’attesa per un trapianto da donatore deceduto. Mentre il numero medio di trapianti da donatore deceduto nell’ultimo decennio (2016–2025) è stato di 1.697 all’anno, con una riduzione significativa a 1.487 nel 2025. Questo squilibrio si traduce in un tempo medio di attesa per un trapianto da donatore deceduto di 3,1 anni, con un aumento della probabilità di eventi clinici che possono compromettere l’idoneità del paziente al trapianto.

In questo contesto complesso, il trapianto da donatore vivente rappresenta una risorsa preziosa.

“Con il Fast Track abbiamo voluto superare uno dei principali ostacoli al trapianto da donatore vivente, cioè i tempi lunghi della valutazione,” spiega Giuseppe Castellano, responsabile dello studio. “Ridurre questi tempi significa aumentare concretamente le possibilità di arrivare al trapianto prima della dialisi, con benefici importanti in termini di sopravvivenza e qualità di vita per i pazienti”.

“Dal punto di vista chirurgico, poter programmare un trapianto in tempi più brevi e in condizioni cliniche migliori rappresenta un vantaggio fondamentale,” aggiunge Mariano Ferraresso. “Il trapianto da donatore vivente consente risultati eccellenti e il Fast Track ci aiuta a rendere questo percorso più efficiente, sicuro e accessibile”.

Il programma è attualmente in fase di sviluppo e ampliamento, con l’obiettivo di estendere il numero di pazienti coinvolti e contribuire a una diffusione più ampia del trapianto renale da vivente, ancora oggi sottoutilizzato in Italia.

 

Trapianto pre-emptive: rene donato dal marito

A conferma dell’impatto positivo di questo approccio, ci sono storie come quella di Manuela e Paolo una coppia che ha beneficiato proprio di questo percorso.
Paolo ha donato il suo rene alla moglie Manuela evitandole così di iniziare la dialisi. Una storia a lieto fine tra amore e professionalità.

Leggi la loro storia (clicca qui)

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