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19/02 2026
Attualità Salute Chirurgia

Trapianti: innovazione tecnologica apripista per il ricondizionamento dei polmoni al Policlinico di Milano

Affinché la generosità di chi ha disposto che i propri organi siano donati dopo la morte resti un atto salvavita, servono competenze e tecnologia all’altezza.

È questa la spinta che ha portato il Policlinico di Milano a essere il primo Ospedale in Lombardia a dotarsi di un macchinario che ridefinisce gli standard di valutazione, ricondizionamento dell'organo - e dunque successo - nella chirurgia del trapianto di polmone.

La nuova dotazione che va a sostituire le strumentazioni in uso fino a oggi rappresenta un gold standard a livello internazionale perché riunisce in un'unica strumentazione tutte le funzionalità necessarie alla perfusione del polmone, garantendo qualità e sicurezza.

A pochi giorni dall'acquisizione, l'innovativo macchinario è stato utilizzato per la prima volta in un trapianto di entrambi i polmoni eseguito da Lorenzo Rosso e Alessandro Palleschi, specialisti del team di Chirurgia Toracica e Trapianti di Polmone del Policlinico di Milano diretto da Mario Nosotti: la giovane paziente, affetta da fibrosi cistica per cui era in lista d'attesa di un organo da tempo, ha ripreso a respirare spontaneamente il giorno seguente l'intervento e sta proseguendo positivamente il suo percorso post operatorio.

L'adozione del dispositivo si è resa necessaria in quanto non sarebbe stato possibile valutare la funzionalità degli organi provenienti da donatore "a cuore fermo" potenzialmente compatibile. La perfusione, infatti, si esegue nei casi in cui il donatore è deceduto per morte cardiocircolatoria, se è stato sottoposto a trattamenti di respirazione extracorporea per cui l'ossigenazione "naturale" degli organi è impossibile da stabilire o, infine, quando la valutazione della qualità dell'organo è dubbia. Il ricondizionamento dei polmoni consente dunque di valutare la performance e sottoporre gli organi a una "cura ricostituente" al fine di garantire il buon esito dell'intervento.

Il nuovo macchinario "built in", ossia completamente integrato, promette dunque di immaginare presto nuovi traguardi che vanno ad aggiungersi ai primati "made in Policlinico di Milano": in questo Ospedale è stato eseguito nel 2011 il primo trapianto il cui polmone è stato sottoposto a ricondizionamento ex-vivo (EVLP): la tecnica prevedeva che un organo potenzialmente scartabile venisse sottoposto a particolari tecniche di “riparazione” per giungere velocemente a una condizione di buona trapiantabilità. Di passi in avanti ne sono stati fatti altri come quando nel 2014 venne eseguito sempre in Policlinico di Milano il primo trapianto di polmone da donatore a cuore fermo in Italia. Anche per questo motivo nel 2024 Regione Lombardia ha indicato l'Ospedale come hub di riferimento per il ricondizionamento dei polmoni.

Degli avanzamenti nel ricondizinamento di polmone e di rene in Policlinico di Milano se ne è parlato anche al TGR Lombardia.

GUARDA IL SERVIZIO (dal minuto 09.40)

 

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