#RASSEGNASTAMPA. Mielofibrosi: col farmaco orale per l'anemia torna a scorre la vita. Francesco Passamonti sui principali media
Parlare di passi avanti per quanto riguarda il trattamento della mielofibrosi è più che un modo di dire. Le persone che soffrono di questo specifico tumore del sangue che colpisce il midollo osseo fanno infatti molta fatica compiere le più semplici attività di ogni giorno come, appunto, persino camminare.
Gli avanzamenti nel campo della ricerca e i primi risultati visibili in coloro che hanno iniziato la terapia con il primo medicinale autorizzato in pazienti adulti con anemia da moderata a severa affetti da mielofibrosi danno fiducia: tra le neoplasie mieloproliferative philadelfia negative, infatti la mielofibrosi è considerata la forma più aggressiva.
"L'unica terapia a oggi potenzialmente in grado di guarire - spiega Francesco Passamonti, direttore dell'Ematologia del Policlinico di Milano e docente all'Università degli Studi di Milano - è il trapianto di midollo osseo, ma è riservato a una piccola percentuale di pazienti, in genere sotto i 70 anni, a causa della complessità e dei rischi a esso associati. La terapia cardine della mielofibrosi è rappresentata dai Jak inibitori. Rispetto a quanto già utilizzato, questo ultimo nuovo farmaco somministrato oralmente una volta al giorno, ha dimostrato di avere un impatto favorevole sull'anemia, oltre che su splenomegalia e sintomi riducendo in modo significativo il carico trasfusionale, risolvendo un grande problema clinico".