#RICERCA. Parto cesareo: da procedura chirurgica a componente centrale della cura di mamma e neonato
— di Ilaria Coro
Inizialmente considerato esclusivamente come intervento salvavita per madre e neonato, il parto cesareo ha visto nei secoli una profonda trasformazione, fino a diventare oggi la procedura chirurgica più eseguita al mondo, con circa 29 milioni di interventi ogni anno. A questa evoluzione è dedicato l’editoriale del supplemento sul parto cesareo pubblicato dalla rivista scientifica American Journal of Obstetrics & Gynecology (AJOG). Il lavoro è introdotto da un editoriale che propone una sintesi critica delle evidenze disponibili e delle prospettive future per la pratica clinica, e vede come autori i principali esperti mondiali in materia, tra cui Irene Cetin, direttrice dell’Ostetricia del Policlinico di Milano e docente dell’Università degli Studi di Milano.
Analisi supportate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità indicano che, nel mondo, circa un parto su cinque avviene oggi mediante parto cesareo, con percentuali che superano il 50% in alcuni Paesi. Le proiezioni suggeriscono che entro il 2030 il numero di parti cesarei potrebbe raggiungere i 38 milioni all’anno. Se da un lato i progressi in anestesia, tecnica chirurgica e assistenza perioperatoria hanno migliorato significativamente la sicurezza della procedura, dall’altro questa diffusione solleva interrogativi clinici, organizzativi ed etici, che richiedono un approccio sempre più strutturato e multidisciplinare.
Il parto cesareo rimane comunque un intervento addominale con rischi diversi da quelli del parto vaginale. Risultano quindi fondamentali una consulenza informata e un'attenta guida clinica quando questa pratica viene intrapresa per ragioni non mediche. Per fare il punto sullo stato dell’arte, AJOG ha dedicato il supplemento Cesarean Delivery, con i contributi di esperti internazionali che rileggono il parto cesareo come componente centrale dell’assistenza ostetrica moderna: dalla pianificazione preoperatoria, alle tecniche chirurgiche e anestetiche, fino al recupero post-partum, considerando anche gli effetti sulla salute materna e neonatale, inclusa la dimensione psicologica.
“Il parto cesareo non può più essere considerato esclusivamente una procedura chirurgica, ma va inserito in un sistema di cura che accompagni la donna prima, durante e dopo il parto”, sottolinea Irene Cetin. “Solo un approccio integrato, basato su evidenze scientifiche e su una reale collaborazione multidisciplinare, consente di tutelare la salute materna e neonatale nel lungo periodo. In questo percorso, inoltre, ricordiamo che la presenza del partner rappresenta un elemento fondamentale, sia nel parto vaginale sia nel taglio cesareo, per favorire una migliore esperienza di nascita.”
Si tratta di un lavoro che apre nuove riflessioni su come valutare il parto cesareo, non solo in base alla frequenza, ma anche considerando la qualità, la sicurezza e la lungimiranza con cui la procedura viene eseguita, richiedendo un maggiore impegno nell’assistenza alle pazienti prima, durante e dopo il parto cesareo. Investimenti nella gestione del travaglio, nella preparazione chirurgica e nel recupero postoperatorio completo sono fondamentali per migliorare i risultati e promuovere una salute materna duratura.