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15/04 2022
Salute e Ricerca

[15.04] Viaggi di andata e ritorno: 8 storie per raccontare la ricerca italiana nel mondo. Parola ai nostri ricercatori

15 Aprile, data di nascita di Leonardo da Vinci, è la  Giornata della ricerca italiana nel mondo. Per l'occasione abbiamo incontrato 8 ricercatori del Policlinico di Milano che dopo anni di ricerca all'estero sono rientrati in Italia portando la loro esperienza nei nostri laboratori e nell'attività clinica.


Viaggio 1

“Ho sempre avuto una passione per la chirurgia epatobiliare e il trapianto di organi solidi. Durante la specializzazione ho potuto fare una lunga esperienza a Bruxelles. È stata un’avventura stimolante, così tanto che ho deciso di ritornare lì per sviluppare il mio dottorato. In Belgio, sin da subito, mi sono sentito accolto e ho ricevuto tutte le risorse di cui avevo bisogno per i miei progetti. Ho potuto spaziare dalla ricerca preclinica a quella incentrata sui farmaci per prevenire e trattare il rigetto degli organi trapiantati. Lo scorso anno, durante le fasi finali dei progetti sviluppati durante il dottorato, sono stato contattato dal Policlinico. In particolare, il Professor Mariano Ferraresso e il Dottor Evaldo Favi mi hanno invitato a considerare l’ipotesi di lavorare con loro nella Chirurgia dei Trapianti di Rene, dove a breve inizieranno nuovi progetti di chirurgia sperimentale. Ho dato così una seconda chance al mio Paese. La ricerca in chirurgia è complessa e costosa. I suoi risultati non sono scontati, ma, quando si ottengono, possono cambiare radicalmente l’evoluzione delle malattie, com’è successo con l’invenzione delle tecniche dialitiche e della chirurgia sostitutiva nelle insufficienze d’organo terminali”. Samuele Iesari, medico e ricercatore della Chirurgia Generale – Trapianti di Rene del Policlinico di Milano.


Viaggio 2

"Da diversi anni mi occupo di ricerca clinica e traslazionale nell'ambito delle patologie autoimmuni focalizzandomi in particolare sulla sclerosi sistemica. Trascorrere un anno all’University of Texas Health Science Center a Houston mi ha permesso di ampliare le conoscenze e l’expertise su questa malattia rara. Sono stata felice di poter tornare in Italia proprio al Policlinico che è stato l'ospedale in cui ho iniziato questo percorso e punto di riferimento internazionale per la cura e la ricerca di questa patologia. Il principale scopo della mia ricerca è quello di individuare lo sviluppo della sclerosi sistemica ancora prima che dia segni di sé. Intercettare il prima possibile la progressione della malattia consente un'azione terapeutica tempestiva al fine di bloccarne l'evoluzione". Chiara Bellocchi, immunologa e ricercatrice della Medicina Generale - Immunologia e Allergologia del Policlinico di Milano.


Viaggio 3

"Fin dagli anni dell’università mi occupo della cura e della ricerca nel campo dei tumori del sangue, in particolare del mieloma multiplo. Ho iniziato a studiare il DNA delle cellule tumorali per individuare quali alterazioni lo causano, ma anche per capire quali mutazioni indicano in anticipo l’andamento della malattia così da controllarla meglio ed intervenire con le terapie più adeguate. Ho deciso di trasferirmi all’estero per approfondire la ricerca in questo ambito. Sono stato prima all'Università di Harvard, poi a quella di Cambridge per un totale di quasi 9 anni. Quando ormai pensavo di non tornare più in Italia, si è aperta l’opportunità di venire a Milano. Qui al Policlinico la cura e la ricerca si integrano perfettamente: la base per far crescere una nuova generazione di scienziati". Niccolò Bolli, medico nel team dell’Ematologia del Policlinico di Milano e professore associato all'Università degli Studi di Milano.


Viaggio 4

"Da sempre mi ha appassionato lo studio delle malattie autoimmuni della tiroide, causate da un sistema immunitario “impazzito” che attacca questa ghiandola. Per sconfiggere queste malattie occorre studiarne a fondo i meccanismi alla base: ecco perché ho deciso di diventare un medico ricercatore, così da affiancare sempre l’attività di ricerca a quella clinica. Ho trascorso 6 anni nel Regno Unito, alla Cardiff University, per arricchire il mio bagaglio di conoscenze ed acquisire nuovi punti di osservazione: è un’esperienza che consiglio a tutti. Sono tornata perché l’Italia mi mancava terribilmente; l’Università degli Studi di Milano e il Policlinico di Milano mi hanno accolta, coronando questo mio grande sogno" Ilaria Muller, medico e ricercatrice dell'Endocrinologia del Policlinico di Milano.


Viaggio 5

"Il mio campo di ricerca riguarda la degenerazione maculare legata all'età e le degenerazioni retiniche ereditarie. In particolare, l’uso delle moderne tecniche di imaging per migliorare la diagnosi e il monitoraggio di queste malattie. Trascorrere un anno al Doheny Eye Institute a Los Angeles e due anni all'Institut de la Vision a Parigi ha permesso di perfezionare la mia expertise in questo campo grazie alla sinergia tra ricerca clinica e di laboratorio. Sono contento di essere tornato in Italia. In particolare, al Policlinico di Milano ho trovato un ambiente ideale per sviluppare la ricerca traslazionale: fondamentale per trasformare i risultati ottenuti in laboratorio in applicazioni cliniche” Marco Nassisi, medico e ricercatore dell'Oculistica del Policlinico di Milano.


Viaggio 6

"Dall’inizio della mia carriera mi sono sempre interessato alla cura delle persone con Sordità profonde. In particolare ho trovato negli impianti cocleari uno strumento efficace e moderno per restituire un senso così complesso ed affascinante come l’udito. All’Università di Hannover in Germania, punto di riferimento nel campo dell’audiologia, ho potuto confrontarmi con le più innovative strategie medico-chirurgiche e con i filoni di ricerca più avanzati per la cura e la riabilitazione dei pazienti con disturbi dell’udito. Sono molto contento che ad un certo punto abbia avuto la possibilità di tornare in Italia e di lavorare in un reparto di grande tradizione come l’Audiologia del Policlinico di Milano, un ambiente stimolante e aperto alla ricerca" Giorgio Lilli, medico e ricercatore dell'Audiologia del Policlinico di Milano.


Viaggio 7

"Nel corso degli anni ho concentrato la mia attività di ricerca sulle malattie metaboliche che interessano il fegato, come la steatosi epatica non alcolica, con l'obiettivo di trovare nuovi marcatori biologici e possibili bersagli terapeutici. Ho trascorso un anno e mezzo all'Università di Yale negli Stati Uniti durante la mia formazione, per imparare l'uso di tecniche molecolari e biochimiche all'avanguardia, che sono fondamentali per studiare i meccanismi alla base delle patologie epatiche. Ho deciso di riportare queste conoscenze in Italia, in particolare al Policlinico di Milano, per trasferirle quanto più possibile in ambito clinico e dare un approccio più traslazionale alle mie ricerche" Marica Meroni, biotecnologa e ricercatrice della Medicina Generale - Indirizzo Metabolico del Policlinico di Milano


Viaggio 8

"Nel mio percorso di studi, sono rimasto colpito da quanti pazienti in lista di attesa non arrivino al trapianto di fegato a causa della mancanza di organi disponibili. Ho iniziato a fare ricerca per individuare nuove tecniche che consentano di migliorare le condizioni del fegato prima dell'intervento così da aumentare il numero e la qualità degli organi disponibili per il trapianto. Durante l'esperienza alla Cleveland Clinic negli Stati Uniti ho acquisito nuove competenze in questo ambito. Al Policlinico di Milano ho trovato un ambiente di altissima professionalità dove continuare gli studi iniziati in America. Qui è centrale il ruolo della medicina traslazionale grazie ad una collaborazione quotidiana e reciproca tra il laboratorio e l’attività clinica" Luca Del Prete, medico e ricercatore della Chirurgia Generale e Trapianti di Fegato del Policlinico di Milano.


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