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07/10 2020
Attualità Salute e Ricerca

I segni di Covid19 sulla pelle

— di Lino Grossano

Alla fine di febbraio 2020, quando in Italia era appena apparso il cosiddetto 'paziente zero' della Covid-19, Angelo Marzano stava tornando da un viaggio all'estero e aveva qualche linea di febbre. Credette di avere solo una leggera influenza, e per precauzione rimase a casa.

Non sapeva ancora di essere uno dei primi pazienti italiani positivi al nuovo coronavirus. Le sue condizioni però si aggravarono rapidamente ed ebbe bisogno di essere ricoverato per alcune settimane, mentre il mondo stava ancora cercando di capire con che malattia bisognava avere a che fare. Il virus gli tolse il respiro e parecchie energie, ma non gli tolse affatto l'anima dello scienziato.

Dermatologo del Policlinico di Milano, ricercatore, professore universitario. Durante il suo ricovero aveva tempo a disposizione, e aveva sotto gli occhi il paziente che poteva conoscere meglio: se stesso. Fu così che cominciò a prendere nota dei suoi stessi sintomi, a fare collegamenti con i risultati delle analisi che gli stavano facendo, a discuterne coi colleghi che l'avevano in cura, e persino (in collegamento web) a contattare altri scienziati internazionali per confrontarsi sulle sue scoperte. Marzano fu il primo a raccontare che Covid-19 poteva 'rubare' gusto e olfatto, e notò un altro segno particolare della malattia: "Un esantema al tronco, con micro-vescicole andate via da sole nel giro di una settimana, come una simil varicella, ma senza prurito". Cominciò a raccogliere dati e informazioni su altri pazienti Covid positivi, e scoprì che non era l'unico: quelle vescicole comparivano anche in altri malati, duravano 8 giorni in media, e si risolvevano da sole. In qualche caso, addirittura erano un segno che compariva sulla pelle un paio di giorni prima dei sintomi respiratori e della febbre: forse era una 'spia' che poteva aiutare nella diagnosi precoce?
Ne nacque una pubblicazione scientifica, che suscitò interesse internazionale e diverse proposte di collaborazione per ampliare lo studio a livello italiano. E partì il progetto 'Skin Covid-19', con l'obiettivo di creare un vero e proprio registro nazionale dei sintomi dermatologici, per classificare tutte le manifestazioni che questa malattia crea sulla pelle e attraverso quelle trovare una 'chiave' per comprenderne meglio i meccanismi alla base.

Oggi il professor Marzano si è lasciato Covid alle spalle ed è guarito, anche se non ha mai nascosto quanto fosse stato difficile il lento recupero dalla malattia. Dall'esperienza come paziente ha imparato tante cose, e non ha ancora smesso di sfruttare le sue competenze come medico per contribuire a combattere quel nemico invisibile che oggi, anche grazie a lui, conosciamo un po' di più.