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20/06 2019
Salute e Ricerca

Una margherita di cui prendersi cura

— di Alessandra T. - a cura di Nino Sambataro

Trentacinque anni. Trentacinque anni di vita. Ogni giorno, almeno una volta al giorno, mi soffermo un attimo a pensare a questo dono. Ancora oggi, ogni giorno, per un momento penso alla persona, allo sconosciuto, senza il quale oggi probabilmente non sarei qui.

Subire un trapianto di reni, a poco più di sei anni di età, è una cosa che ti segna per tutta la vita. Che ti porta a guardare la vita con occhi diversi. Ti senti di non avere qualcosa e allo stesso tempo ti sembra di avere qualcosa più degli altri.Tutto è iniziato con un fiore. Mi sono risvegliata e sulla pancia, intorno all’ombelico, il medico aveva disegnato una margherita.

Quando l’ho vista ho sorriso, perché ho capito che era andato tutto bene. Anche se ero solo una bambina, capivo perfettamente quello che mi stava succedendo. Gli adulti non sono poi così bravi come credono a nascondere le cose e a mostrarsi disinvolti. Sapevo che senza quell’intervento, che senza quel dono…
La margherita e il sorriso del medico e dei miei genitori, quando mi sono risvegliata, mi hanno fatto capire tutto, più di mille discorsi.
“Devi prenderti cura di questo fiore – mi disse il dottore – perché è delicato e ha bisogno di molte attenzioni”.

Il rene nuovo è come un fiore rinvasato, che deve essere accudito con cura.
E’ stato proprio così. Soprattutto all’inizio, quando venivo ai controlli ogni mese. Oggi fa una certa impressione rivedere lo stesso medico che mi cura da più di trent’anni. Aveva i capelli neri, nerissimi e mi sembrava altissimo. Adesso ha un’aria un po’ stanca. Ma il sorriso è ancora uguale a trentacinque anni fa.
Nel corso di tutti questi anni, di interventi come il mio ne ha fatti moltissimi. Ha dato un’altra possibilità a molte vite, a molte persone. Eppure non mi ha mai fatta sentire una delle tante.
La margherita con il tempo è svanita. Ma il medico mi dice che ancora oggi la disegna sul pancino dei bambini che opera.

 

Al Policlinico di Milano l’attività dell’équipe di Trapianti di Rene prosegue ininterrotta dal 1969, e proprio qui si è svolto uno dei primi trapianti di rene in Italia. Oggi si contano oltre 3.400 interventi all’attivo, numero che rende il Policlinico tra i principali centri nazionali e internazionali. Accanto alle attività cliniche e di ricerca, il team di esperti si è sempre distinto anche per la sensibilità e l'attenzione verso i pazienti. Il gesto di disegnare un fiore, tanto semplice quanto carico di significato, lo racconta in modo perfetto.

 

 

Tratto da Blister, il magazine del Policlinico, lo trovi in giro per l'Ospedale!