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06/07 2017
Attualità

Il diritto alla salute dei minori diversamente abili

— di Redazione

All’incontro pubblico Il diritto alla salute dei minori diversamente abili, coordinato dall’on. Michela Vittoria Brambilla Presidente della Commissione Parlamentare dell’Infanzia e l’Adolescenza, è stato presentato il documento conclusivo dell’indagine sulla tutela della salute psicofisica dei minori, avviata l’8 giugno del 2016. Lo scopo della ricerca era di analizzare tutte le situazioni che possono compromettere una sana crescita psicofisica dei bambini e degli adolescenti, come quelle legate al disagio mentale, al corretto sviluppo della sfera fisica e sessuale, alle malattie alimentari, alla ludopatia, per garantire un sano sviluppo psicofisico dei minori. (Leggi il documento completo)

Per il Policlinico sono intervenuti Maria Antonella Costantino, Presidente della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e direttrice della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, e Umberto Ambrosetti, direttore dell’Audiologia ed Eleonora Carravieri, logopedista.

L’incontro è stato un importante momento di confronto e condivisione ,dove particolare attenzione è stata data ai programmi riabilitativi dell’infanzia e allo screening audiologico neonatale obbligatorio secondo disposizione dei nuovi LEA.

“L’indagine conoscitiva ha evidenziato le criticità del sistema dei servizi di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, che in ambito terapeutico e riabilitativo riesce a garantire risposte appropriate solo a un bambino/adolescente su tre – spiega Antonella Costantino –  E’ indispensabile un investimento strategico sulla salute neuropsichica dell’età evolutiva per eliminare il divario Nord/Sud e attivare un sistema di monitoraggio della salute neuropsichica dei minori e degli adolescenti.”

Le nuove conoscenze permettono diagnosi più tempestive e interventi terapeutici e riabilitativi efficaci, che consentono di prevenire o ridurre la disabilità conseguente ai disturbi dello sviluppo neuropsichico e di supportare le famiglie nella convivenza quotidiana con la disabilità dei propri figli. Molto si può fare per migliorare la loro salute e qualità di vita e quelle delle loro famiglie. Sono disponibili ausili e strumenti sempre più sofisticati per compensare specifici aspetti della disabilità stessa, e l’Italia e è particolarmente attenta per quanto riguarda l’inclusione scolastica e sociale.

L’esperienza maturata permette alla nostra équipe di applicare in bambini con sordità profonda un impianto cocleare bilaterare simultaneo venendo incontro alle esigenze dei piccoli pazienti e delle loro famiglie” – conclude Ambrosetti.