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07/05 2024
Salute

Una valvola dalla lunga vita per trattare la stenosi aortica

— di Rosy Matrangolo

Il Policlinico di Milano è il primo in Italia a trattare i pazienti con stenosi valvolare aortica utilizzando una speciale valvola dalla durata clinica che supera i 10 anni.

L’équipe diretta da Guido Gelpi ha adottato per prima in Italia una nuova valvola dalle caratteristiche uniche che garantiscono una durata clinica in anni superiore alle protesi oggi disponibili. Questo nuovo dispositivo in uso al Policlinico di Milano ha una “garanzia” che supera i 10 anni e sarà il gold standard per tutti i pazienti che dovranno essere sottoposti a TAVI, ossia l’impianto transcatetere di valvola aortica: ciò apre a prospettive di cura sempre più ampie per una patologia valvolare tra le più comuni.

La stenosi aortica è invalidante, seppur spesso asintomatica, colpisce la popolazione adulta e in molti casi è associata proprio all’invecchiamento: riguarda la calcificazione o la restrizione della valvola aortica, regolatrice fondamentale per pompare il sangue nell’organismo. Se non trattata tempestivamente, può portare alla morte.

Le conoscenze mediche terapeutiche hanno fatto nel tempo passi da gigante permettendo a pazienti di diverse età di essere curati con soluzioni sempre meno impattanti sulla qualità di vita. La procedura TAVI è stata di per sé una rivoluzione nel trattamento della stenosi aortica rivelandosi nel tempo una efficace alternativa con pazienti su cui un intervento chirurgico tradizionale sarebbe stato più pericoloso, se non impossibile. Gli studi hanno confermato i riscontri positivi ottenuti dall’introduzione della TAVI in termini di riduzione dei tempi di ricovero, di incidenza di complicazioni postoperatorie e di ospedalizzazione lunga.

La novità adottata in Policlinico, che in questi giorni ha iniziato con i primi interventi su pazienti maschi, riguarda proprio la durata del dispositivo. “Il tessuto di cui sono composte queste nuove protesi permette di eseguire la sostituzione della valvola per via endovascolare su persone di diversa età con benefici specifici - dichiara Guido Gelpi, direttore FF della Cardiochirurgia del Policlinico di Milano -. È ottimistico pensare di impiantare queste valvole su pazienti di 75, 80 anni potendo garantire loro che la durata clinica del dispositivo è superiore ai 10 anni; allo stesso tempo possiamo rassicurare anche i pazienti più giovani su un basso tasso di deterioramento strutturale della valvola nel tempo”. 

Le linee guida internazionali infatti tendono ad abbassare l’età in cui accettare la procedura della TAVI, inizialmente rivolta esclusivamente ai soggetti più anziani e per cui l’intervento a cuore aperto sarebbe stato rischioso a dimostrazione dell’efficacia e della sicurezza della metodologia endoscopica per trattare la stenosi valvolare aortica.

“La TAVI è una procedura che richiede una grande expertise – aggiunge Guido Gelpi –: la decisione di intervenire per via endovascolare invece che con intervento tradizionale è data dalla somma delle informazioni ottenute attraverso la collaborazione di cardiologi e cardiochirurgi, si tratta di un approccio multidisciplinare”.