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20/05 2022
Salute e Ricerca

Difendere la cultura della vita. L'Hospice Cascina Brandezzata del Policlinico di Milano da 6 anni a fianco di pazienti e famiglie

— di Ilaria Coro e Valentina Meschia

Quando guarire non è più possibile e la vita perde di significato, intervengono le Cure Palliative dove al centro della cura c’è il paziente con i suoi cari e non solo la malattia. Farmaci e terapie da una parte, sguardi, gesti e parole dall’altra.

Quando diventa impossibile proseguire le cure a casa ci sono strutture specializzate in cui trovare professionisti in grado di supportare tutto il percorso di malattia stando a fianco del paziente e della sua famiglia.

Proprio come avviene all’Hospice Cascina Brandezzata del Policlinico di Milano. Nato nel maggio 2016, è una casa speciale che assicura la miglior qualità di vita possibile dei malati, valorizzando la relazione con le persone a loro care, e dove i familiari ricevono accoglienza, sollievo, aiuto per la sofferenza emozionale e spirituale, anche nel periodo difficile del lutto.

“In questi 6 anni, il nostro Hospice ha aiutato oltre 1.400 pazienti a rendere più accettabile e pieno il tempo della malattia, per favorire la tranquillità e la serenità che si può trovare comunque anche nelle condizioni più difficili e vivere la propria vita fino in fondo”, commenta Roberto Moroni Grandini Referente Hospice e Cure Palliative dell’Ospedale.

In Hospice il tempo si modella sul tempo del paziente. Ognuno trova un tempo a sua misura, un tempo che lo tuteli, che ne preservi la fragilità. C’è una ricerca costante dei valori delle piccole cose. Come, ad esempio, coltivare l’orto simbolo di fecondità, longevità, speranza e dell’eterno flusso della vita. 
Uno spazio immerso nella natura, tra colori e odori, gestito da medici, infermieri, sanitari, pazienti e familiari.

Là dove si coltiva la vita…

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