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09/03 2022
Salute e Ricerca

Se i batteri “amici” abbassano la guardia: la vaginosi batterica, conoscerla per affrontarla

— Gaia Gualco, con la consulenza scientifica di Giussy Barbara ed Ermelinda Monti, ginecologhe

Troppo spesso le donne danno per scontato il benessere delle loro parti intime. Eppure la salute di vagina e vulva non va sottovalutata: infatti è influenzata ciclicamente dalle variazioni ormonali, così come dalla presenza di microrganismi “amici”, che le proteggono da infezioni esterne. Una loro alterazione durante l’età fertile, la gravidanza o la menopausa, può però portare a vaginosi batteriche non sempre riconoscibili. Per capire meglio come identificarle e trattarle abbiamo parlato con Giussy Barbara ed Ermelinda Monti, specialiste dell'Unità di Ginecologia al Policlinico di Milano.


Cosa causa le vaginosi e quali fasce di età sono più predisposte?

Il microbiota vaginale, cioè l’insieme dei microrganismi che solitamente popolano la vagina, può alterarsi in determinate circostanze e portare ad una condizione patologica chiamata “vaginosi batterica”. Normalmente i lattobacilli sono predominanti e proteggono l’ambiente intimo dagli agenti patogeni esterni. Tuttavia la loro presenza, che è legata anche ad un contenuto adeguato di ormoni estrogeni, è minore durante la menopausa e la preadolescenza esponendo maggiormente le donne in queste fasce di età a vaginosi batteriche.

 A quali segnali è importante prestare attenzione?

La vaginosi normalmente si presenta senza sintomi. A volte però possono manifestarsi sintomi lievi quali: perdite fluide di colore bianco-grigiastro (a volte associate a cattivo odore), prurito, bruciore e dolore durante i rapporti sessuali, o quando si urina. Per la diagnosi, oltre alla visita ginecologica, si effettuano un tampone vaginale e la valutazione del pH vaginale. Il trattamento, anche per le donne in gravidanza, è la prescrizione di una terapia antibiotica di cui è fortemente sconsigliato il “fai-da-te”, perché  l’uso scorretto può portare ad ulteriori infezioni. Infine, per quanto riguarda l’igiene intima, è necessario fare attenzione all’utilizzo di detergenti aggressivi o il lavarsi troppo frequentemente.

Vaginosi e vaginite sono la stessa cosa? Come si possono distinguere?

Nonostante siano entrambe diagnosticabili tramite tampone vaginale, ci sono differenze importanti. La vaginosi, lo ricordiamo, è l’alterazione della flora microbica residente in vagina. La vaginite, invece, è un processo infiammatorio che si manifesta con perdite e bruciore particolarmente intenso. I responsabili di quest’ultima possono essere agenti infettivi quali Trichomonas vaginalis, Candida, batteri di derivazione intestinale come l’Escherichia coli oppure agenti irritanti. Per distinguere tra vaginosi e vaginite sono fondamentali la visita ginecologica e gli esami appropriati.

E quella da Trichomonas invece, in cosa consiste?

La vaginite causata da questo batterio viene trasmessa sessualmente e, pur non manifestando sintomi nella maggior parte dei casi, a volte possono esserci perdite maleodoranti giallo-verdastre e irritazione vulvo-vaginale. In gravidanza, se l’infezione viene trascurata, può associarsi ad un aumentato rischio di parto prematuro. Dopo aver effettuato un tampone vaginale per la diagnosi, si procede con il trattamento antibiotico, che è sempre consigliato dal medico curante e viene esteso anche ai partner sessuali, spesso asintomatici.

L’Herpes genitale fa parte delle stesse malattie o è un’infezione completamente diversa?

L’Herpes simplex, virus a trasmissione sessuale, porta all’infezione che chiamiamo “Herpes genitale” e si riconosce per la comparsa di vescicole a livello vulvare, linfonodi inguinali ingrossati, bruciore urinario e dolore durante i rapporti. Il virus si nasconde all’interno dei gangli spinali, cioè dentro i nervi della spina dorsale, riattivandosi all’improvviso: ad esempio quando si è sotto “stress” o il sistema immunitario è indebolito. Per curare l’infezione si usa un farmaco antivirale per bocca, coinvolgendo nel trattamento anche il partner, in caso di presenza di sintomi; inoltre, durante i rapporti, è raccomandato l’uso del preservativo. In gravidanza in prossimità del parto con lesioni attive di herpes genitale, si dovrà procedere con taglio cesareo per ridurre il rischio di infezione nel nascituro.

Con “sindrome polimicrobica” intendiamo una malattia a sé stante, o una condizione che accomuna queste infezioni?

La sindrome polimicrobica non è una malattia diversa, ma è la manifestazione della vaginosi batterica quando il normale microbiota viene alterato.

Qual è il percorso dedicato alle vaginosi al Mangiagalli Center del Policlinico?

Nella nostra Unità di Ginecologia c’è un Ambulatorio dedicato che si occupa proprio di patologie del basso tratto genitale, incluse le infezioni. Il percorso di cura non riguarda solo la malattia, ma si concentra sulla salute globale della donna, puntando ad influenzare positivamente la qualità di vita in ogni fascia di età.